Julis: i Muna Gardens e il patrimonio druso
Alloggi a Julis
Julis unisce un’area verde progettata a riferimenti storici e drusi. I Muna Gardens, il centro storico e la storia di Sheikh Amin Tarif offrono prospettive diverse. Se cercate un hotel a Julis, potete valutare se inquadrare la località soprattutto attraverso i suoi giardini, la sua storia o entrambi.
I Muna Gardens
I Muna Gardens di Julis si distinguono per la vegetazione curata, i ponti di legno e l’acqua corrente. Tra le aree progettate si trovano angoli tranquilli e nascosti. A caratterizzare il complesso sono quindi non solo le piante, ma anche i ponti, l’acqua e i luoghi silenziosi. Se desiderate includere i giardini nel vostro itinerario, verificate prima le condizioni di visita.
La storia della località e il patrimonio druso
Il centro storico di Julis, chiamato anche Albalad Alqadima, è il nucleo originario da cui si è sviluppata la località. Qui si trova un frantoio con macine azionate da un mulo o da un altro animale. Il frantoio aggiunge un dettaglio concreto sulle pratiche lavorative del passato alla storia della località.
Un museo etnografico a Julis espone antichi utensili e oggetti che raccontano la vita quotidiana dei drusi. Offre così uno sguardo sugli oggetti di uso quotidiano, accanto ai riferimenti al centro storico e alla storia della località.
Per visitare la Druze Heritage House, concordate la visita in anticipo e prendete accordi prima del viaggio.
Anche Sheikh Amin Tarif è legato a Julis: ha ricevuto il Premio Israele per il suo importante contributo alla comunità drusa e allo Stato di Israele, nonché per la collaborazione interreligiosa. Per molti anni, fino alla sua morte, è stato capo e guida spirituale della comunità drusa. La sua tomba si trova a Julis. Il riconoscimento, la lunga guida della comunità e la tomba offrono diversi riferimenti storici alla località.
Prospettive archeologiche nel Distretto Nord
Nell’area turistica più ampia del Distretto Nord, Tel Hazor e Tel Megiddo presentano diversi aspetti archeologici. A Tel Hazor la visita si concentra sulla città alta. Tra i temi archeologici vi sono la porta di Salomone, una porta con sei camere e due torri risalente al X secolo a.C., e un palazzo del Bronzo recente. È considerato il palazzo più elaborato di Israele e uno dei più importanti del Levante.
Anche l’approvvigionamento idrico fa parte della storia archeologica di Tel Hazor. I significativi resti di un sistema sotterraneo di raccolta dell’acqua testimoniano una sofisticata opera d’ingegneria, adeguata alla geografia del luogo, per immagazzinare l’acqua. Nel sistema idrico, sulle pareti di un pozzo verticale sono stati scavati gradini larghi tre metri. Le opere idrauliche e le strutture della città alta offrono così prospettive diverse sulla storia del luogo.
Tel Megiddo offre altri spunti: la sua pianta ortogonale di epoca del Ferro ha pochi paralleli nel Levante. Un complesso templare della prima età del Bronzo è eccezionale per il numero dei templi, la continuità delle attività di culto e le pratiche rituali documentate. Tel Megiddo è uno dei tre tell che conservano importanti resti di città legate alla Bibbia e strettamente connesse a eventi biblici. Il confronto con Tel Hazor mette in evidenza le diverse prospettive archeologiche: qui la pianta urbana e il culto si affiancano al sistema di raccolta dell’acqua e alle strutture.
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