Midrakh Oz: sentieri, paesaggio e cultura
Alloggi a Midrakh Oz
A Midrakh Oz c’è un breve sentiero pedonale lungo il Nahal Midrakh; anche il Megiddo Trail regionale attraversa il moshav. Da Midrakh Oz lo sguardo spazia sui campi della valle di Jezreel e sui rilievi di Menashe. Anche il nome della località rimanda alla tradizione biblica. Se scegli dove soggiornare in base alle possibilità di passeggiate e alla storia culturale, le opzioni locali per i sentieri si distinguono chiaramente dai siti archeologici della destinazione più ampia del Distretto Settentrionale.
Sentieri e indicazioni pratiche
Il Megiddo Trail è un sentiero escursionistico regionale per pedoni, contrassegnato per tutta la sua lunghezza da segnavia viola. All’incrocio di Midrakh Oz attraversa la strada 66, entra nel moshav Midrakh Oz e svolta subito a destra. Nel piccolo parco a sinistra del sentiero c’è un rubinetto dell’acqua.
Una breve passeggiata costeggia il Nahal Midrakh. Il percorso è lungo circa 700 metri ed è accessibile con passeggini. All’ingresso della passeggiata lungo il Nahal Midrakh c’è una bella area di sosta ombreggiata. Sono quindi disponibili due opzioni distinte: un itinerario escursionistico regionale e un breve percorso locale.
I mezzi pubblici collegano Midrakh Oz con Afula e con Yokneam più volte al giorno. Prima di partire, controlla gli orari aggiornati.
Paesaggio e nome della località
Da Midrakh Oz lo sguardo spazia sui campi della valle di Jezreel e sui rilievi di Menashe. Il nome del moshav deriva dal Canto di Debora nella Bibbia, dove compare il versetto «Tidrĕkhi nafshi oz». La descrizione della località combina così riferimenti al paesaggio con un preciso rimando culturale all’origine del nome.
Siti culturali nella destinazione più ampia del Distretto Settentrionale
Tel Hazor e Tel Megiddo fanno parte della destinazione più ampia del Distretto Settentrionale e costituiscono in essa due distinti poli archeologici. Tel Hazor è un tell biblico con importanti resti di una città legata a riferimenti biblici; la visita si concentra sulla città alta. Il sistema sotterraneo di raccolta dell’acqua è un’opera ingegneristica sofisticata, adattata alla geografia e destinata a immagazzinare l’acqua. Nelle pareti del pozzo verticale sono scavati gradini larghi tre metri; il pozzo portato alla luce è profondo 45 metri.
Tel Hazor comprende anche la Porta di Salomone, una porta con sei camere e due torri risalente al X secolo a.C. Il palazzo cananeo fu utilizzato dai re di Hazor nel XIV e XIII secolo a.C. Il palazzo della tarda età del Bronzo è descritto come il più elaborato di Israele e uno dei più importanti del Levante. Le fortificazioni di Tel Hazor sono considerate il migliore esempio del loro genere nell’area che va dalla Turchia meridionale al Negev settentrionale.
Tel Megiddo è uno dei tre tell che conservano importanti resti di città legate a riferimenti biblici e strettamente connesse a eventi narrati nella Bibbia. Il complesso templare della prima età del Bronzo è eccezionale per il numero dei suoi templi, la continuità delle attività di culto e le attività rituali documentate. All’età del Ferro risale la pianta ortogonale della città, che ha pochi paralleli nel Levante. I reperti di Tel Megiddo testimoniano quindi epoche diverse.
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