Sahargu: costruttori di arcolai, tradizione orale e canti
Alloggi a Sahargu
Se nella scelta di una destinazione ti interessa anche la sua storia culturale, Sahargu offre un tema ben definito: la costruzione di arcolai, la narrazione orale e il canto. In passato il luogo era conosciuto come il villaggio dei costruttori di arcolai. Le storie legate a Sahargu conducono dal lavoro all’arcolaio alla corte come luogo di narrazione, e poi alle singole cantanti, ai canti e alle scene familiari. La storia del luogo può così essere esplorata attraverso persone concrete e diverse forme di vita comunitaria.
Costruttori di arcolai e luogo di narrazione
All’inizio del XX secolo, la corte del costruttore di arcolai Andres Oja, a Sahargu, fungeva da luogo di narrazione per gli uomini. Oja costruiva arcolai oltre a lavorare nei campi. Nella sua figura, artigianato e cultura orale convivono: l’arcolaio rimanda al suo lavoro, la corte alla narrazione. La sua storia unisce così due aspetti della vita quotidiana: la realizzazione di un oggetto concreto e la narrazione orale nella corte. La precedente denominazione «villaggio dei costruttori di arcolai» acquista così una dimensione umana concreta.
Il canto in famiglia e le cantanti
Marie Treifeldt, nata a Sahargu e considerata una cantante di grande talento, cantò in successione quattro canti più lunghi: tre Trallilaulud e un canto sulla chiamata al servizio militare. In questa sequenza, tre canti di un tipo specifico si affiancano a un brano dedicato a un tema concreto.
Marie Amer viveva a Sahargu e in gioventù era considerata una delle cantanti più note della zona. Nella sua famiglia si cantava spesso a casa a quattro voci. Cantare a quattro voci significa cantare insieme, suddivisi in quattro voci; qui questa pratica appartiene alla vita familiare domestica. Un’altra scena ci porta a una sera: a Sahargu, nove bambini sedevano accanto all’arcolaio e cantavano mentre la madre filava. Il canto compare così sia nella figura di una singola cantante sia nelle situazioni domestiche.
Gli esempi differiscono per contesto: Treifeldt cantò in successione quattro canti più lunghi, nella famiglia di Marie Amer si cantava spesso a casa a quattro voci e i nove bambini cantavano la sera accanto all’arcolaio. Il canto si manifesta quindi sia come esibizione individuale sia come parte della vita quotidiana domestica.
Canti, ricordi e serate danzanti
Aabel Palm raccontava barzellette popolari e cantava il suo canto, da lui composto, «Mäe otsas oli talu». Olga Palm cantava il canto locale «Poiss Tudulinna külast» e lo collegava a un matrimonio in una fattoria vicina, al quale aveva partecipato da bambina. Per Olga, il canto è legato a un ricordo concreto dell’infanzia; nel caso di Aabel, si combinano la narrazione umoristica e un brano originale. Le storie si distinguono dunque per il loro legame: da una parte c’è un’esperienza personale, dall’altra si incontrano una barzelletta popolare e un canto originale.
Anche Marie Amer partecipava regolarmente alle serate danzanti, dette Subrikud. Si tenevano per lo più la domenica, durante l’estate. Questo aggiunge alla storia della cantante un’altra attività culturale, con un consueto riferimento stagionale e settimanale.
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