Navelli: zafferano e borgo
Alloggi a Navelli
Navelli unisce la coltivazione dello zafferano e dei ceci a un borgo fortificato, la cui rete di vicoli segue l’andamento del terreno. Anche la chiesa parrocchiale di San Sebastiano e il paesaggio carsico sono tra gli elementi caratteristici del luogo. Per organizzare il viaggio, fa differenza che siate interessati soprattutto alla storia del borgo, ai prodotti locali o a un’esperienza stagionale: la raccolta dei fiori di zafferano è legata a un preciso periodo autunnale, mentre la storia del borgo e i prodotti di Navelli mostrano diversi aspetti della vita del luogo.
Il borgo fortificato e la sua rete di vicoli
Il borgo fortificato sorse intorno al XIV secolo ed era circondato da possenti mura. La sua rete di vicoli ha una disposizione a spina di pesce: Via del Macello segue, come asse principale, la linea di massima pendenza. Ai suoi lati si diramano vicoli stretti e perpendicolari, che seguono le curve di livello. Le case in pietra locale si allineano lungo questi vicoli e utilizzano la roccia naturale come fondamenta. Nel tracciato, la direzione del pendio, i vicoli trasversali e il terreno su cui sorgono gli edifici si integrano tra loro. Chi si interessa alla storia del luogo può leggere in questa disposizione sia le fortificazioni sia l’organizzazione del borgo.
San Sebastiano e Palazzo Santucci
La chiesa parrocchiale di San Sebastiano fu costruita sui resti dell’antica città medievale fortificata. Il portale ligneo del XVI secolo conduce direttamente alla navata centrale. Nei piani sotterranei della chiesa è conservato uno dei più grandi e meglio preservati giacimenti di mummie naturali d’Italia. Questi elementi legano l’edificio alla storia dell’insediamento più antico e conferiscono al portale e ai piani sotterranei una propria rilevanza architettonica e storica.
Palazzo Santucci è attualmente inagibile a causa dei danni provocati dal terremoto dell’Aquila. Prima di programmare una visita, verificate le condizioni di accesso aggiornate.
Zafferano, ceci e scoperte stagionali
A Navelli si coltiva lo Zafferano dell’Aquila, tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta DOP, riconoscimento conferito nel 2005. Anche i ceci sono strettamente legati al luogo: i Ceci di Navelli sono piccoli e hanno un sapore intenso. Nella ricorrente Sagra dei Ceci e dello Zafferano, entrambi i prodotti vengono utilizzati in piatti tradizionali e specialità gastronomiche. I ceci sono riconosciuti come Presidio Slow Food, mentre lo zafferano è tutelato dalla denominazione DOP.
In autunno, soprattutto tra metà ottobre e l’inizio di novembre, i visitatori possono partecipare alla raccolta dei fiori di zafferano nei campi. Alla raccolta seguono la mondatura dei fiori e l’essiccazione. La lavorazione e la raccolta sono quindi due momenti diversi dell’esperienza stagionale. Se desiderate organizzare il viaggio in funzione di questa esperienza, informatevi in anticipo sulle proposte locali.
Feste e paesaggio
Tra le tradizioni popolari più amate di Navelli c’è il Palio degli Asini. La festa della Madonna dell’Arco si celebra la domenica successiva all’8 settembre, nel giorno del Santissimo Nome di Maria; dopo la mezzanotte raggiunge il suo culmine con il cosiddetto «tiro dello squadro». Se una delle feste è importante per organizzare il vostro viaggio, verificate in anticipo le date.
Anche il paesaggio del territorio di Navelli è caratterizzato dal carsismo. Si trovano doline, conche del terreno e grotte sui pendii dei rilievi. Gli abitanti utilizzano le grotte come dispense o come ripari per gli animali. Queste forme del terreno e il loro utilizzo offrono un’altra prospettiva su Navelli, accanto ai vicoli stretti del borgo: qui, al centro dell’attenzione non sono le forme architettoniche, ma le caratteristiche carsiche del territorio e il loro uso locale.
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