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Casarano: affreschi, palazzi e cultura regionale

Alloggi a Casarano

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Casarano offre spunti storico-culturali di epoche diverse: una chiesa su una collina alta circa 160 metri, affreschi e mosaici bizantini, palazzi con dettagli barocchi, testimonianze della storia del lavoro e della cucina regionale. Se cerchi un hotel, puoi innanzitutto chiederti quale di questi temi vuoi che caratterizzi il tuo viaggio: arte sacra, architettura o cultura salentina.

Arte sacra e storia tramandata

La Chiesa Madonna della Campana sorge su una collina alta circa 160 metri e offre vedute su Casarano e sul paesaggio circostante. Secondo la tradizione, la chiesa fu costruita come voto da un marinaio, al quale, secondo il racconto, la Madonna aveva salvato la vita. All’interno si trova un affresco della Trinità con la Vergine Maria, san Giovanni Battista e una schiera di santi e fedeli. L’opera è firmata «frate Honofrio 1679».

Casaranello conserva nel presbiterio mosaici del V secolo. È inoltre ancora visibile un ciclo di affreschi bizantini, realizzato durante una seconda fase di costruzione e decorazione nel X-XI secolo. I mosaici e gli affreschi rimandano quindi a epoche diverse; la Madonna della Campana, invece, lega un’opera d’arte a un racconto tramandato.

Palazzi e ambienti storici

Palazzo De Judicibus fu costruito nel XVII secolo, mentre il suo aspetto attuale è frutto di ampie modifiche apportate nel XVIII secolo. Tra i dettagli più caratteristici spicca un portale barocco con volute, sormontato da una loggia con due finestre a forma di cuore. Il palazzo comprende anche un giardino formale all’italiana. La storia edilizia, il portale e il giardino offrono diversi elementi per inquadrare l’edificio.

Anche Palazzo D’Aquino risale al XVII secolo ed è oggi conosciuto con il nome di Palazzo De Lorenzi. È chiamato anche «castello» e, con la sua facciata lunga 120 metri, è il palazzo più grande di Casarano. Al suo interno si trova una piccola cappella dedicata a sant’Anna. In questo palazzo spiccano dunque la lunga facciata e la cappella, mentre Palazzo De Judicibus si distingue soprattutto per la successione delle fasi costruttive e i dettagli architettonici.

Un altro edificio storico è il frantoio ipogeo Frantoio ipogeo De Luca. È composto da due ambienti indipendenti: quello a sinistra, con basi per presse calabresi, risale al XVI secolo; quello anteriore è del XVIII secolo. La diversa datazione consente di comprendere i due ambienti come fasi costruttive distinte.

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Storia del lavoro, suoni e cucina regionale

Il Museo del Minatore custodisce documenti, testimonianze orali, attrezzi da lavoro e cimeli appartenenti a una collezione raccolta da Lucio Parrotto a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta. Parrotto era originario di Casarano, aveva lavorato come minatore e aveva lavorato in Belgio. L’Archivio Sonoro conserva inoltre una registrazione di «Santu Lazzaru» nella versione di Casarano. L’offerta culturale comprende così, oltre all’arte e all’architettura, anche ricordi legati al lavoro e una tradizione sonora regionale.

La scurdijata è un piatto contadino del basso Salento. Tra gli ingredienti ci sono pane raffermo, verdure cotte, legumi, patate e olio d’oliva. Durante un’edizione della Sagra ta Scurdijata a Casarano, è possibile assaggiare la scurdijata e altre specialità tipiche del Salento presso gli stand gastronomici. Le date e il programma variano a ogni edizione.

Arrivare in treno

La stazione centrale di Casarano offre soprattutto collegamenti con città vicine, tra cui Lecce, Gallipoli e Galatina, indicate come importanti mete turistiche del Salento. Se prevedi di viaggiare in treno per arrivare o proseguire il viaggio, controlla gli orari per il giorno desiderato.

Scopri altre destinazioni: Taviano, Casalabate, Villaggio Resta, Trepuzzi, Baia Verde, Cutrofiano, Seclì, San Pietro In Lama

Vai alla panoramica generale del viaggio: Lecce.

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