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Tinchi: chiese, tradizioni e tracce archeologiche

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Se stai prendendo in considerazione Tinchi come meta di viaggio, la storia ecclesiastica, le tradizioni legate a San Rocco e le tracce archeologiche caratterizzano il legame culturale del luogo. Le tappe spaziano dagli eventi legati alla parrocchia della Madonna del Carmine negli anni Sessanta e Settanta ai reperti degli Enotri e a un santuario utilizzato in seguito anche dai Greci. La storia di Tinchi può così essere suddivisa in diversi periodi e ambiti tematici.

La storia ecclesiastica di Tinchi

La parrocchia della Madonna del Carmine in Contrada Tinchi fu istituita il 2 febbraio 1969. La chiesa della Madonna del Carmine a Tinchi fu consacrata il 15 luglio 1973. Tra l’istituzione della parrocchia e la consacrazione della chiesa trascorsero poco più di quattro anni. L’atto organizzativo e la successiva consacrazione possono quindi essere considerati due tappe distinte della storia ecclesiastica locale.

Le prime celebrazioni della Madonna del Carmine

La prima festa della Madonna del Carmine a Tinchi si svolse nel luglio 1973. Il 15 luglio arrivò la statua della Madonna e il 16 luglio ebbe luogo la prima processione per le strade del paese. Nel 1973 fu fondato anche il primo gruppo di portatori della Madonna del Carmine. L’anno collega questi eventi alla consacrazione della chiesa; la celebrazione, la processione e la fondazione del gruppo di portatori rappresentano tuttavia eventi distinti.

San Rocco: periodo della festa e visite

San Rocco è un altro punto centrale delle tradizioni religiose. Il calendario ricorrente delle feste indica Tinchi per la celebrazione dal 14 al 18 agosto. Inoltre, la statua di San Rocco viene portata in visita in tutto il territorio comunale di Pisticci; tra i luoghi espressamente inclusi vi è Tinchi. Il periodo di agosto costituisce quindi un riferimento preciso, mentre le visite con la statua estendono la tradizione oltre un singolo luogo, interessando il territorio comunale.

Un resoconto del 2022 collocava l’inizio di un’altra usanza legata a San Rocco intorno agli anni Duemila: la statua veniva portata all’ospedale di Tinchi e vi rimaneva per un’intera giornata, affinché la popolazione, in particolare i malati, potesse farle visita. La visita all’ospedale è descritta come una tradizione a sé stante, da distinguere temporalmente dalla ricorrente festa di agosto.

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La Cappella di Cristo Re

La Cappella di Cristo Re, chiamata anche Cappella Lo Dico, fu completata nel 1929. Commemora Angelina Lo Dico, insegnante di Tinchi, il cui ricordo vive anche tra i suoi ex alunni. In occasione dell’inaugurazione, una processione solenne attraversò le campagne vicine. Il completamento, la denominazione e la cerimonia di inaugurazione offrono prospettive diverse sulla storia della cappella: il periodo della sua costruzione, il ricordo di un’insegnante del luogo e l’evento comunitario della sua inaugurazione.

Enotri e tracce archeologiche

A Tinchi sono stati rinvenuti frammenti di ceramica degli Enotri. I frammenti presentano motivi diversi: bande parallele, segmenti geometrici o motivi simmetrici a punti. Inoltre, in Contrada Tinchi sono state individuate diverse necropoli degli Enotri. Presso una sorgente in Contrada Tinchi si trovava anche un santuario, utilizzato inizialmente dagli Enotri e in seguito dai Greci.

Queste tracce testimoniano diversi aspetti del passato: ceramiche decorate, luoghi di sepoltura e l’utilizzo di un luogo di culto. Per il santuario è attestata una successione temporale: dapprima fu utilizzato dagli Enotri, poi dai Greci. Le ceramiche e le necropoli completano il quadro con ulteriori testimonianze archeologiche provenienti da Tinchi e dalla sua contrada.

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