Novi di Modena: street art, zone umide e storia
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Novi di Modena è una tipica località della bassa pianura modenese. Per pianificare il vostro viaggio, la località offre diversi temi ben distinti: street art lungo un itinerario ciclabile, zone umide ed edifici di epoche diverse. Potrete così valutare se murales, paesaggio o architettura corrispondono ai vostri interessi.
Street art e zone umide
L’itinerario ciclabile dedicato alla street art attraversa principalmente il Parco della Resistenza e il Parcobaleno. Qui presenta murales realizzati tra il 2016 e il 2018. Tra i sette artisti citati figurano Ericailcane, Bastardilla, Giorgio Bartocci, Luca Zamoc, Basik, Mat! e Francesco Bevini. Un altro legame con l’arte dei murales è rappresentato dai murales realizzati da artisti a Novi di Modena nel 2016 e nel 2017 nell’ambito del Totart Festival.
A sud-est del centro abitato, l’itinerario delle zone umide attraversa un paesaggio caratterizzato da risaie e laghi artificiali. I laghi sono utilizzati per l’allevamento intensivo di pesci, la pesca sportiva e la caccia agli uccelli acquatici. Nell’area naturale «Laghetti Borsari» nidifica una colonia di diverse specie di aironi, con oltre 150 nidi. A Novi di Modena incontrerete quindi diversi aspetti della natura: un itinerario caratterizzato da laghi e risaie e un’area contraddistinta dalla sua colonia di aironi.
Anche le siepi protette di Coccapana e Resega rientrano tra gli aspetti naturalistici della località. Ognuna prende il nome dalla località in cui si trova. Entrambe le siepi sono tutelate a livello regionale e, per la loro importanza storica e naturalistica, sono state inserite nel registro europeo ZPS delle aree protette. Insieme alle zone umide, mostrano un altro aspetto del paesaggio, che va oltre i murales e la storia dell’architettura.
Edifici e riferimenti storici
L’attuale Parrocchiale di San Michele Arcangelo risale alla metà del XVII secolo e fu costruita sull’antica Pieve di Santa Maria Maddalena, datata all’anno 980. Sono visibili i resti dell’abside poligonale della fondazione preromanica e quelli dell’abside semicircolare della fondazione romanica. Le diverse forme permettono di riconoscere due fasi costruttive: l’abside poligonale ha più lati, mentre quella semicircolare presenta un profilo arrotondato.
La Torre dell’Orologio nel centro di Novi di Modena è la ricostruzione di una struttura più antica del XX secolo. Nella torre si trova una campana fusa da Alberto III Pio. Attualmente il Comune sta ricostruendo la Torre dell’Orologio. La ricostruzione in corso e la storia della struttura più antica rimandano a due diversi periodi.
Ai margini del centro abitato, vicino a Ponte Garbese, si trova Villa Facci, costruita a partire dal 1805. Il palazzo signorile comprende diverse sale riccamente affrescate. Nella frazione di Sant’Antonio in Mercadello sorge Palazzo Pio di Savoia: una fortificazione a pianta rettangolare, datata approssimativamente alla metà del XV secolo e dotata di quattro torri angolari. Il Teatro Sociale di Novi di Modena fu costruito tra il 1923 e il 1929. Tra gli edifici troverete così forme e periodi diversi, da una fortificazione a un teatro dei primi del Novecento.
I reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Novi di Modena confermano l’esistenza di un insediamento di epoca romana. La prima fonte storica in cui è menzionata «Castrum Nove» risale all’anno 979. Nel XIII secolo il castello di Novi di Modena assunse l’aspetto di una vera e propria fortezza. Questi riferimenti indicano periodi diversi: le tracce archeologiche dell’insediamento, una prima menzione scritta e la successiva forma di fortezza.
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