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Scopri Ravarino

Alloggi a Ravarino

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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A Ravarino si intrecciano la storia dell’architettura, l’arte sacra e la tradizione dell’aceto balsamico, ciascuna con caratteristiche distinte. Se cerchi un hotel per un soggiorno a Ravarino, puoi innanzitutto valutare se ti interessano maggiormente l’architettura, l’arte religiosa o la storia dei prodotti alimentari locali. Le testimonianze storiche danno un carattere specifico a ciascuno di questi temi.

Palazzi, complesso a corte e villa

Palazzo di Donna Clarina è un tipico complesso a corte chiusa, con una residenza padronale e una torretta del XVI secolo. Nel 1700 l’edificio fu ereditato da Donna Clarina Rangoni, dopo essere stato a lungo chiamato «Palazzo del Vescovo». Qui la struttura architettonica e la storia del nome si affiancano alla tradizione legata all’eredità. Palazzo Rangoni è invece già menzionato in documenti del 1326. Dal XVI al XVIII secolo fu regolarmente utilizzato come residenza estiva dai duchi d’Este e dall’alta nobiltà. I due palazzi rappresentano aspetti diversi della storia del luogo: nel caso di Donna Clarina, il complesso a corte e l’eredità; nel caso di Palazzo Rangoni, la prima menzione e il successivo utilizzo come residenza estiva.

Villa Castelcrescente arricchisce questa storia architettonica con uno stile diverso e un periodo di costruzione successivo. L’edificio è in stile Liberty e si trova all’interno di un parco secolare. Il marchese Aldobrandino Rangoni fece costruire la villa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Le storie architettoniche qui menzionate spaziano così dalla prima citazione del 1326 a un edificio realizzato nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

Dipinti ed edifici sacri

Il dipinto «Quadro di S. Rocco e S. Sebastiano» si trova nel municipio di Ravarino. In origine era la pala d’altare dell’Oratorio di San Rocco, costruito nel 1631 come ex voto per la fine della peste. Sullo sfondo, il dipinto raffigura il centro di Ravarino nei primi decenni del XVII secolo: si vedono mura, torri e l’antico Palazzo Rangoni. L’opera unisce così la sua funzione originaria di pala d’altare alla rappresentazione del centro del paese dell’epoca.

L’attuale Santuario della Beata Vergine delle Grazie risale alla metà del XVIII secolo. Ospita dipinti del XVII secolo, tra cui opere di Giuseppe Maria Crespi e Simone Cantarini. Il Chiesolino della Cavazzona fu costruito nel 1722. Insieme, questi edifici e opere d’arte illustrano diversi capitoli della storia religiosa di Ravarino, da una cappella dei primi del XVIII secolo a un santuario costruito successivamente, che custodisce dipinti più antichi.

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Aceto balsamico e prodotti del territorio

L’Acetaia Comunale ospita quattro batterie di botti: due sono composte da cinque botti ciascuna e altre due da sei. Vi si aggiungono una botte madre e una piccola botte di ginepro. L’acetaia ospita inoltre una collezione di strumenti per la lavorazione e la produzione dell’aceto balsamico. La conservazione in botti e gli strumenti rappresentano quindi aspetti diversi della tradizione produttiva locale.

Anche la tradizione scritta fa parte di questa storia. A Ravarino è conservato un manoscritto originale del 2 marzo 1862, in cui Francesco Aggazzotti descrive dettagliatamente il procedimento di produzione dell’aceto balsamico. È considerato la «ricetta originale» dell’Aceto Balsamico di Modena. Il territorio intorno a Ravarino si estende fino alla riva destra del fiume Panaro. Nella zona si coltivano pesche, susine, fragole, mele, pere dell’Emilia-Romagna con IGP e uva.

Informazioni pratiche

La frazione di Stuffione dista tre chilometri dall’uscita «Bolognina». Verifica separatamente le condizioni stradali e la segnaletica per il tuo viaggio. La Biblioteca Comunale Sibilla Aleramo è accessibile durante gli orari di apertura e non presenta barriere architettoniche. Verifica gli orari di apertura prima della visita.

Scopri altre destinazioni: Sestola, Campogalliano, Pozza, Montecreto, Soliera, Serramazzoni, Torre Maina, Ca Di Sola.

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