Pagazzano: marmo, calcare e Via Longobarda
Alloggi a Pagazzano
Pagazzano si trova sulle prime pendici dell’Appennino e sulla riva sinistra del Rio Grontone, affluente di destra del Taro. Oltre a questo legame con il paesaggio, la storia delle rocce locali caratterizza il luogo: affiora il calcare e il marmo è stato utilizzato in determinati periodi storici. Per un soggiorno, il tema centrale è quindi l’incontro tra paesaggio, geologia e sfruttamento passato.
Calcare e marmo a Pagazzano
Tra le argille caotiche affiora a Pagazzano uno strato di calcare micritico. A partire dal XIX secolo vi è stato estratto calcare, fino alla cessazione dell’attività. Il luogo unisce così una manifestazione geologica concreta a una storia di sfruttamento ormai conclusa. Entrambi gli aspetti sono rilevanti per inquadrarlo: l’affioramento descrive la roccia che emerge in questo punto; la storia estrattiva ne illustra l’utilizzo passato.
I marmi di Pagazzano comprendono tre varietà: Grigio Ducale, Grigio Ducale rosato e Rosso Napoleone. I marmi furono utilizzati spesso nel periodo postnapoleonico e durante l’epoca di Maria Luigia, in particolare il Grigio Ducale e il Rosso Napoleone. Anche il Grigio Ducale rosato fa parte delle tre varietà, ma la storia dell’utilizzo mette in risalto soprattutto le altre due. È quindi possibile distinguere la varietà dei marmi nominati dalla particolare rilevanza storica di alcune varietà.
La Canonica e la Via Longobarda
La Canonica di Pagazzano si trova nell’area della Via Longobarda. Il percorso è suddiviso in sei tappe e sul posto è segnalato con indicazioni verticali e il segnavia 741. La suddivisione in tappe descrive la struttura dell’itinerario; i cartelli e i segnavia lo indicano sul posto. La posizione della Canonica offre un altro tipo di orientamento: definisce il rapporto spaziale tra l’edificio nominato e la Via Longobarda.
Escursione ai Marmi di Pagazzano
Una descrizione del 2018 racconta un’escursione ai Marmi di Pagazzano. L’obiettivo era illustrare la storia dell’attività estrattiva passata nella provincia di Parma e, al contempo, mettere in risalto la valle del Rio Grontone. L’escursione univa così due prospettive: la storia dell’estrazione della pietra e il legame con il paesaggio della valle. Per raggiungere la località, si percorreva la S.C. Pagazzano-Pietramogolana fino all’abitato di Casa Palanca; il tragitto era di circa 8 km.
La vecchia cava si trova a circa 500 m dalla strada; da lì si gode di una vista sulla Val Grontone. Le due distanze indicano punti di riferimento diversi: gli circa 8 km si riferiscono al tragitto percorso fino a Casa Palanca, mentre gli circa 500 m indicano la distanza della vecchia cava dalla strada. Non sono quindi due misure dello stesso tragitto. Le indicazioni sul percorso provengono dalla descrizione del 2018; prima di mettersi in viaggio oggi, verifica le condizioni attuali delle strade e degli accessi.
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