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Cecciola: tradizione delle castagne e architettura storica del borgo

Alloggi a Cecciola

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Cecciola si trova sui versanti occidentali del Monte Lungo, sulla riva destra del torrente Liocca e di fronte a Miscoso. Se scegli questo luogo come meta del tuo viaggio, ne scoprirai diversi aspetti storici: le forme architettoniche del centro storico, l’essiccazione delle castagne e le testimonianze del passato utilizzo dei mulini. Anche la posizione e i collegamenti dei percorsi con il Liocca ti aiutano a orientarti e a conoscere il luogo.

Posizione e orientamento

La Val d’Enza, chiamata anche «Valle dei Cavalieri», conduce al borgo di pietra di Cecciola attraverso la SP 15. Da Ramiseto, la SP 15 prosegue in direzione del P.sso del Lagastrello fino a un bivio segnalato per Cecciola. Queste indicazioni collegano il nome della valle a un orientamento stradale concreto: la Val d’Enza rappresenta il riferimento per l’itinerario più ampio, mentre il bivio segnalato indica la strada per il borgo.

Centro storico e panorama

Il centro storico comprende passaggi ad arco, cortili, logge e vicoli lastricati. Portali, finestre e tabernacoli arricchiscono il paesaggio del borgo. Gli edifici storici presentano caratteristiche dell’architettura dell’Appennino reggiano: piante quadrate, tetti in lastre di pietra e finestre incorniciate da arenaria finemente scanalata. Il portale più antico finora individuato a Cecciola risale al 1592. La piccola chiesa di Maria Assunta ha sulla facciata un portale in pietra finemente lavorato, del 1885. Si possono quindi distinguere due testimonianze di epoche diverse: il portale più antico finora individuato nel borgo e quello della chiesa.

Un resoconto pubblicato il 18 agosto 2024 descrive un punto panoramico accanto alla chiesa di Cecciola. Da lì si vedono il crinale del Monte Casarola, l’Alpe di Succiso e il Monte Acuto; i loro profili segnano il confine con la Lunigiana. Il panorama collega così diverse catene montuose nominate al confine paesaggistico con la Lunigiana.

Castagne e storia dei mulini

Il Metato di Cecciola è un edificio restaurato per l’essiccazione delle castagne. È stato restituito alla sua funzione originaria ed è in attività. Storicamente era anche un luogo di ritrovo per le «veglie» serali: grandi e piccoli si riunivano e si raccontavano storie accanto alle braci calde. L’edificio rappresenta quindi sia l’essiccazione delle castagne sia un’antica tradizione comunitaria.

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Un’altra testimonianza della storia della lavorazione è il Mulino Briselli di Cecciola. Risale al XIX secolo e iniziò a funzionare nel 1853. Dal borgo un sentiero scende al torrente Liocca e al mulino. Nel 1972 un’alluvione lo distrusse quasi completamente; tuttavia, le sue attrezzature e i suoi meccanismi si sono conservati. A differenza del Metato, tornato alla sua funzione originaria, il mulino racconta la storia di un’attività produttiva le cui attrezzature sono tuttora conservate.

Anche l’essiccazione annuale delle castagne è parte integrante della tradizione locale: a questo scopo vengono utilizzati due metati in pietra alimentati a legna. Dalle castagne essiccate si ricavano farina di castagne e prodotti come biscotti, pasta, dolci, birra e liquore. Potrai così farti un’idea concreta del ruolo che la castagna riveste a Cecciola, dall’essiccazione ai prodotti che se ne ottengono.

Pianificare il soggiorno

Questa possibilità di prenotazione è un aspetto pratico a sé stante, accanto alla storia del borgo, alla sua architettura e alla tradizione delle castagne, se stai pianificando un soggiorno a Cecciola.

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