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Vito D'asio: sentieri, acque e cultura

Alloggi a Vito D'asio

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Per organizzare un soggiorno a Vito D'asio, puoi pianificare le giornate in base a tre interessi: percorsi a piedi o in bicicletta, le pozze del torrente Arzino ed edifici e opere d'arte. Quando cerchi un hotel, questa selezione offre un punto di partenza pratico: valuta innanzitutto quale di questi temi sarà al centro del tuo viaggio.

Sentieri e itinerari in bicicletta

Un'escursione con dati precisi porta da Vito D'asio a Clauzetto lungo l'antico percorso medievale di San Martino. L'itinerario turistico è classificato con difficoltà T, è lungo 4,4 chilometri e presenta un dislivello di 170 metri; la durata indicata è di 1 ora e 40 minuti. Prima di partire, verifica le condizioni del percorso.

Un'altra possibilità per bici e mountain bike è il Giro della Pieve d'Asio. Il percorso, lungo circa 14 chilometri, attraversa Pradis di Sopra e Mont di Vit fino a Vito D'asio, alla pieve antica e a Clauzetto. È considerato non particolarmente impegnativo e offre notevoli punti panoramici. Per pianificare, puoi confrontare due tipi di informazioni: per l'escursione sono indicati durata e dislivello, mentre per il Giro sono specificati la lunghezza approssimativa e il livello di difficoltà.

Fruinz, la frazione più antica della Val d'Arzino, è raggiungibile a piedi dalla strada statale, seguendo un sentiero nel bosco e una strada asfaltata; il percorso presenta un dislivello di circa 100 metri. Anche la Madonna della Neve, sul Mont di Anduins, è una meta per piacevoli passeggiate nei boschi. L'itinerario culturale descritto nel 2020 comprendeva inoltre un percorso a piedi di circa 3 chilometri lungo l'antico percorso medievale di San Martino, fino alla chiesa di San Michele a Vito D'asio. Un tempo il percorso collegava la pieve alla Val d'Arzino; attraversa il bosco e offre vedute sulla valle del Tagliamento.

Pozze dell'Arzino e paesaggio

Le pozze turchesi del torrente Arzino si trovano nella media valle, nel territorio comunale di Vito D'asio, tra i borghi di San Francesco, Pielungo e Pert. In estate sono mete per fare il bagno, nuotare e praticare canyoning. Accanto ai sentieri, puoi quindi scegliere un diverso modo di trascorrere la giornata: dedicarti all'acqua e alle attività nelle pozze anziché percorrere un itinerario a piedi o in bicicletta.

Anche la Strada Regina Margherita caratterizza il paesaggio lungo il torrente Arzino. Undici chilometri sono scavati nella roccia lungo il fiume; il tracciato comprende numerosi viadotti e gallerie. La strada fu costruita nel 1891 e collegava Pielungo ad Anduins. La sua lunghezza e i tratti scavati nella roccia offrono uno spaccato particolare del modo in cui fu realizzato questo collegamento.

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Edifici, arte e storia locale

A Pielungo si trova il Castello del Conte Giacomo Ceconi, un edificio signorile della fine del XIX secolo. Statue, torri e torrette merlate caratterizzano la facciata; l'edificio è immerso nel verde. Sempre a Pielungo, le Fontane di Pielungo sono costituite da tre fontane. La fontana di Pert è considerata l'unica testimonianza della scomparsa dell'intera frazione, avvenuta il 7 maggio 1976.

Nel bosco tra Vito D'asio e Clauzetto si trova la Pieve di San Martino. Dietro l'abside dell'attuale chiesa si trovano i resti di edifici precedenti, messi in sicurezza e resi accessibili. Oltre al sentiero nel bosco, la chiesa offre quindi un legame con la storia più antica degli edifici del luogo.

Nel coro della Chiesa di Sant'Antonio a Pielungo si trovano affreschi del 1905 di Francesco Barazzutti, originario di Gemona. Dopo essere stati gravemente danneggiati dai terremoti, sono stati restaurati dalla soprintendenza. La chiesa possiede inoltre tre altari in marmo del primo Novecento, in stile gotico. Da distinguere dalla Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Vito D'asio: il suo campanile è una torre quadrata in pietra, con una cella campanaria dotata su tutti e quattro i lati di bifore in pietra ad arco a tutto sesto.

Anche nella chiesa di San Michele a Vito D'asio si trova un dettaglio di interesse storico-artistico: una scultura lignea di San Gottardo del 1520, opera di Giovanni Martini.

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