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Castelmonte: santuario, storia dei pellegrinaggi e natura

Alloggi a Castelmonte

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Castelmonte unisce la storia di un santuario fortificato a quella di un borgo. Il complesso conserva il suo carattere di fortezza, mentre i sentieri e i punti panoramici sul Colle della Croce ne sottolineano il legame con il paesaggio. Per scegliere la meta del viaggio, si distinguono così due aspetti concreti: la storia dei pellegrinaggi e le opere d’arte costituiscono il fulcro culturale; il parco naturale, le aree di sosta e il panorama mostrano un altro volto del luogo. Le tracce del tempo vanno dalla trasformazione in borgo, completata entro il 1253, alle opere d’arte del XV secolo, fino al riconoscimento come parco naturale nel 1992.

Dal santuario fortificato al borgo

Entro il 1253 il santuario fortificato di Castelmonte si era ampliato fino a diventare un borgo. In quel periodo fu costruito davanti alla chiesa un portico che offriva riparo ai pellegrini. La storia del luogo racconta così sia la trasformazione del santuario in borgo, sia una precisa funzione architettonica: il portico fu costruito per proteggere i pellegrini. La storia edilizia mostra quindi il legame tra il luogo religioso e la tradizione dei pellegrinaggi.

Il complesso, che conserva il suo carattere di fortezza, è circondato da alte mura. Al borgo si accede attraverso due porte. I due dettagli descrivono aspetti diversi di Castelmonte: l’aspetto fortificato del complesso del santuario e gli accessi al borgo.

Opere d’arte dalle caratteristiche distintive

La statua della Madonna col Bambino riunisce diversi elementi distintivi: materiale, datazione e una denominazione evocativa. Fu realizzata in pietra calcarea dipinta intorno alla metà del XV secolo e pesa più di quattro quintali. Per la sua espressione vivace e materna, è ancora oggi chiamata «Madonna viva». Il nome richiama l’espressione della figura; i dettagli sul materiale, sul peso e sull’epoca di realizzazione forniscono ulteriori riferimenti concreti su quest’opera.

Un’altra opera si trova sulla facciata sud della chiesa: il rilievo in marmo bianco «Madonna col Bambino lattante», risalente alla fine del XV secolo. Rispetto alla statua, si distinguono qui un materiale diverso, una collocazione precisa e una datazione più tarda. Le due opere sono quindi esempi distinti di arte sacra appartenenti a diverse fasi del XV secolo.

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Inoltre, su una piccola piazza di Castelmonte si trova una fontana del 1645. La sua datazione aggiunge un riferimento cronologico più tardo alle opere d’arte del XV secolo. Le tracce datate del luogo si distribuiscono così su più secoli, anziché appartenere tutte alla stessa epoca.

Sentieri e panorami sul Colle della Croce

Dal 1992 il Colle della Croce è un parco naturale con sentieri, aree di sosta e panchine. Questi elementi uniscono percorsi all’aperto e possibilità di riposo, dando una forma concreta al legame con il paesaggio. Dalla base della grande croce metallica sul Colle della Croce si ammira un panorama straordinario. La vista dalla croce e i sentieri con le loro aree di sosta rappresentano aspetti distinti del parco naturale.

Lungo la Via delle antiche Pievi di Prepotto si trovano aree di sosta dove è possibile rifocillarsi e godersi il paesaggio collinare circostante. I due riferimenti paesaggistici si distinguono per i dettagli descritti: sul Colle della Croce sono centrali il parco naturale, i sentieri, le panchine e il panorama dalla croce metallica; lungo la Via sono caratteristici i punti di sosta e il paesaggio collinare.

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