Mercato San Severino: castello e patrimonio culturale
Alloggi a Mercato San Severino
Mercato San Severino combina un complesso castellano stratificato con chiese, opere d’arte e siti archeologici. I temi storico-culturali spaziano dalle fasi costruttive del Castello dei Sanseverino ai reperti dell’Antica Rota. Se scegliete una destinazione in base alle sue testimonianze storiche, il luogo offre diversi aspetti distintivi: architettura castellana, arte sacra, testimonianze archeologiche e la loro divulgazione.
Il Castello dei Sanseverino
Nel Castello dei Sanseverino si distinguono fasi costruttive longobarde, normanne, svevo-angioine e aragonesi. Le diverse influenze conferiscono al complesso una storia costruttiva stratificata, che non si può ricondurre a un’unica epoca. Le mura perimetrali si estendono per circa due chilometri e sono in gran parte ben conservate. All’interno del castello, Piazza d’Armi ne costituisce il nucleo centrale e più antico. Veniva utilizzata per manifestazioni militari; le sue piccole torri servivano a collocarvi macchine da guerra. Il castello mette quindi in evidenza sia il suo sviluppo architettonico sia il suo storico uso militare.
La ricerca sul castello e le scienze naturali al MIMU
La Ministruttura Museale, in breve MIMU, ha sede nel Palazzo Comunale ed è stata inaugurata nel 2018. Si occupa di approfondire la divulgazione delle ricerche e degli scavi al Castello Medievale dei Sanseverino. Il MIMU comprende anche una sezione di scienze naturali dedicata alla flora del Parco del Castello dei Sanseverino. La collezione comprende oltre 300 esemplari di piante, semi ed essenze della macchia mediterranea. Al MIMU convivono quindi la ricerca archeologica sul castello e una prospettiva naturalistica sul parco.
Tracce archeologiche all’Antica Rota
L’Antica Rota integra la storia del castello con testimonianze portate alla luce dagli scavi archeologici. Gli scavi hanno rivelato un edificio romano e un cimitero e una chiesa del VI secolo. In seguito, la chiesa fu trasformata in una parrocchia altomedievale. Una campagna di scavi conclusa nel 2024 ha inoltre riportato alla luce un mosaico datato al I secolo d.C. È considerato una testimonianza dell’esistenza di una villa signorile. Le testimonianze comprendono dunque un edificio romano, un cimitero e una chiesa, nonché un mosaico, la cui importanza va oltre la datazione, poiché è interpretato come indizio della presenza della villa.
Chiese, arte e storia religiosa
Le prime notizie sulla Chiesa di San Giovanni in Parco risalgono al 1412; un’iscrizione coeva attesta questa data. La chiesa ospita inoltre una pala d’altare raffigurante la Vergine con il Bambino, realizzata nel 1580 dal pittore napoletano Fabrizio Santafede. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è attestata per la prima volta nel 980 e nel 1481 risulta registrata come parrocchia con il nome «S. Maria de Foro S. Severini». Le due date indicano testimonianze diverse: la prima attestazione della chiesa e la sua successiva registrazione come parrocchia con questo nome. Nel Convento di Sant’Antonio si trova un sarcofago in finissimo marmo, realizzato con una notevole maestria artigianale. È sorretto da quattro figure alate, che simboleggiano la fede, la giustizia, la temperanza e la fortezza. Nel loro insieme, questi esempi illustrano diverse forme del patrimonio religioso e artistico del luogo: testimonianze storiche, pittura e scultura.
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