Santi Cosma e Damiano: cultura e storia
Alloggi a Santi Cosma e Damiano
Il santuario, la Torre Ventosa e la lavorazione della stramma offrono diversi modi per conoscere Santi Cosma e Damiano: arte sacra, storia dell’architettura medievale e artigianato locale. Anche la Chiesa di San Martino e le rovine di Santa Maria del Soccorso raccontano altri strati della storia del luogo.
Il santuario e le sue opere d’arte
Nel panorama del paese, il Santuario dei Santi Cosma e Damiano occupa un posto centrale: domina il centro storico e Piazza Tommaso Rossi. Al suo interno si trovano statue lignee dei santi, realizzate in legno di pioppo e risalenti alla fine del XVIII secolo. Furono create da un artista anonimo della scuola campana. Nel battistero è incorniciato un dipinto a olio del pittore locale Gianni Espositore (1950–1992), che raffigura il battesimo di Gesù.
Anche l’architettura offre un modo per conoscere la storia del santuario. I suoi elementi architettonici richiamano il numero tre; ciò potrebbe essere un riferimento simbolico alla Santissima Trinità. L’attuale facciata si basa su un progetto dell’architetto L. Bruzio. È nettamente diversa dalla facciata del XVII secolo, distrutta durante la Seconda guerra mondiale. Il santuario dispone di un ascensore per l’accesso delle persone con disabilità. Se ne hai bisogno, verifica prima della visita che sia utilizzabile.
Torre Ventosa: struttura e funzioni passate
La Torre Ventosa sorge sul colle di Ventosa. La torre medievale in stile romanico fu costruita tra il XII e il XIII secolo e ha una pianta quadrata. È alta 24 metri ed è costruita in pietra calcarea. La sua funzione originaria spiega perché non fosse protetta da mura: serviva principalmente a controllare il territorio settentrionale e a sorvegliare eventuali pericoli provenienti da Coreno, Cardito e Aurito.
La storia della torre è legata anche all’approvvigionamento idrico. Una cisterna veniva rifornita di acqua piovana attraverso un canale di scolo in mattoni e per lungo tempo fu un’importante risorsa idrica per il paese. La Torre Ventosa può quindi essere compresa non solo attraverso le sue dimensioni e la sua struttura, ma anche attraverso la sua funzione per il territorio circostante.
Stramma: artigianato di Ventosa
La lavorazione della stramma era l’attività artigianale più antica e importante del borgo di Ventosa e per lungo tempo ne ha costituito un tratto distintivo locale. La stramma cresce spontaneamente sui Monti Aurunci. Tradizionalmente viene raccolta da novembre alla fine di maggio.
Per la lavorazione si utilizzavano fili di stramma ottenuti da sette maglie. Tradizionalmente servivano per imbottire sedie, damigiane e altri oggetti. Questi oggetti di uso concreto mostrano come la pianta, una volta lavorata, entrasse a far parte dell’artigianato locale.
Storia delle chiese e vie storiche
Nel luogo in cui sorge l’attuale Chiesa di San Martino, i duchi di Gaeta fecero costruire intorno al X secolo una chiesa dedicata a San Giovanni Battista. La sua storia è intrecciata con i numerosi possedimenti dell’abbazia di Montecassino; nei secoli successivi divenne una cella benedettina. Le opere d’arte storiche della chiesa furono distrutte durante la Seconda guerra mondiale. Al loro posto furono collocati un dipinto di G. Quadroni del 1952 raffigurante San Martino e un drammatico affresco della Crocifissione di Aldo Falso nell’abside.
Le rovine della Chiesa di Santa Maria del Soccorso si trovano appena fuori dal centro storico, lungo l’antica mulattiera. Un altro riferimento geografico è il Garigliano: le acque del fiume lambiscono Santi Cosma e Damiano. Il paese si trova inoltre sulla direttrice Appia-Pedemontana della sezione meridionale della Via Francigena.
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