Pignone: paesaggio carsico, sentieri e borgo storico
Alloggi a Pignone
Pignone unisce il borgo storico a sentieri immersi in un paesaggio carsico. Chi sta programmando un soggiorno in hotel può concentrarsi sulla visita del paese, su un itinerario in direzione di Vernazza o sul sentiero che porta alle doline. Le osservazioni naturalistiche e i prodotti regionali completano questi temi. Per scegliere il percorso, sono utili le diverse caratteristiche e destinazioni degli itinerari.
Sentieri da Pignone alle doline
Il Sentiero 556 collega Pignone, a 180 metri di altitudine, con Vernazza. A Prato di Corno, a 730 metri di altitudine, il sentiero incontra l’Alta Via delle Cinque Terre. Il Sentiero 556 fa inoltre parte della rete escursionistica della provincia di La Spezia. Anche la salita dall’ingresso della Grotta Grande si snoda lungo questo sentiero.
Un altro itinerario conduce alle doline di Pignone. Inizia accanto al municipio, in Via Groppa, e segue un’antica mulattiera fino alla cappella di Sant’Antonin. L’itinerario comprende la grande dolina Buà, un importante inghiottitoio carsico e diverse grotte. Sono quindi due gli itinerari distinti su cui concentrarsi: un collegamento con Vernazza e l’Alta Via e un sentiero che conduce alla cappella e alle forme carsiche. Prima di partire, verificate le condizioni attuali dei sentieri.
Paesaggio carsico e osservazioni naturalistiche
La Grotta Grande si estende per circa 346 metri e presenta un dislivello di 28 metri. È conosciuta dal XVIII secolo. Il suo ingresso è facilmente raggiungibile dalla vicina strada provinciale, ma la grotta non è attrezzata per le visite. Solo speleologi esperti e dotati di attrezzatura adeguata dovrebbero addentrarsi al suo interno.
Nel sistema di grotte lungo la strada da Pignone a Casale si trovano una colonia di pipistrelli e alcuni esemplari di Geotritone Ambrosi. Nella zona carsica di Pignone sbocciano stagionalmente bucaneve, crochi, primule, viole, anemoni, orchidee, ciclamini ed ellebori. Le fioriture cambiano con le stagioni; un’unica visita non permette quindi di osservare l’intero repertorio.
Il patrimonio naturale di Pignone ricade in parte nel Parco Montemarcello Magra Vara e comprende il S.I.C. Zona Carsica di Pignone, habitat del raro Geotritone Ambrosi. Oltre ai sentieri e alle grotte, la natura della regione comprende quindi anche aree protette.
Il borgo storico e i suoi percorsi
Il centro storico è caratterizzato da una rete di caruggi. Lungo questi vicoli si trovano monumenti importanti, palazzi nobiliari e case caratteristiche dai colori vivaci. L’itinerario nel borgo comprende dieci tappe e si snoda dall’ufficio turistico fino alla pieve romanica. Il percorso collega così il centro storico a una meta storica precisa.
La Pieve Santa Maria di Pignone, chiamata anche Santa Maria Assunta, è menzionata in un documento papale del 1149. Un tempo la Ponte Vecchio era l’unico accesso al borgo. L’alluvione del 25 ottobre 2011 distrusse il ponte, che fu ricostruito negli anni successivi. Durante la visita si incontrano quindi, nello stesso luogo storico, testimonianze dell’architettura e di eventi più recenti.
Prodotti regionali e Gli Orti di Pignone
A Gli Orti di Pignone vengono proposti ortaggi di stagione, prodotti della Val di Vara o della costa, miele, formaggi, olio e vino. Tra questi figurano anche patate, fagioli, farina di mais, cipolle e farina di castagne, oltre a piatti tradizionali. Le date dell’evento variano di anno in anno; prima del viaggio, verificate le date aggiornate.
Tra i prodotti tipici della Val di Vara figurano i fagioli lumè e cenerino, le cipolle rosse e il mais dell’asciutto. Questa indicazione regionale affianca ai prodotti proposti a Gli Orti di Pignone quelli tipici della più ampia area della Val di Vara.
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