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Gratacasolo: Via Valeriana, San Zenone e macine

Alloggi a Gratacasolo

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Gratacasolo si trova nel fondovalle del territorio comunale di Pisogne. Le sue peculiarità si scoprono attraverso itinerari concreti, la storia della Chiesa di San Zenone e la lunga tradizione della produzione di macine. La quarta tappa della Via Valeriana conduce da Pisogne a Darfo Boario Terme passando per Gratacasolo; altri percorsi descritti raggiungono Fraine e Sonvico. Per pianificare il viaggio, sono quindi rilevanti sia i diversi itinerari sia la storia architettonica e industriale del paese.

Percorsi nel paese e verso altre destinazioni

La quarta tappa della Via Valeriana attraversa Gratacasolo lungo Via Mistrali, Via Castello, Via don Negri e Via del Forno. Prosegue poi su un piccolo sentiero fino all'argine del torrente Re di Gratacasolo. Per orientarti, puoi suddividere la tappa in due parti: le strade indicate nel paese e il successivo sentiero verso l'argine del torrente. Prima di partire, verifica le condizioni locali dei sentieri e delle strade.

Una descrizione del percorso pubblicata nel 2009 indica la parte alta di Gratacasolo come punto di partenza del Sentiero 203 (EF); il sentiero segue Via Castello e raggiunge Fraine in circa 1 ora e 30 minuti. La stessa descrizione illustra il Sentiero 203 A: parte a Gratacasolo dal Sentiero 203, passa vicino all'Agriturismo Gippone e raggiunge Sonvico in circa 40 minuti. Prima di partire, verifica le condizioni del sentiero.

I tempi indicativi sono molto diversi: circa 1 ora e 30 minuti per Fraine e circa 40 minuti per Sonvico. Puoi così valutare gli itinerari descritti in base alla destinazione e ai tempi, senza confondere i due percorsi.

La chiesa e le tracce storiche

La Chiesa di San Zenone fu costruita sopra una chiesa più antica, che nel 1625 era in rovina; parte dell'edificio più antico fu integrata nella nuova costruzione. Quattro pilastri di dimensioni superiori al naturale scandiscono la facciata e il portale è in pietra bianca. La parrocchia di Gratacasolo fu istituita nel 1731.

Una cronaca di Pisogne del 1820 riferisce che, secoli prima, Gratacasolo era un feudo dei Gratacasolei. Dell'antica fortezza restano visibili solo poche rovine. La storica Via del Ferro collegava il distretto minerario di Pisogne alla Valtrompia attraverso il Colle di San Zeno e, passando per Gratacasolo e Beata, alla Valcamonica, dove si producevano manufatti in ferro.

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Se ti interessa la storia dell'architettura, la Chiesa di San Zenone, con la precedente chiesa in parte integrata e la sua facciata, offre un punto di interesse diverso dalle poche rovine visibili della fortezza o dai collegamenti della Via del Ferro.

Le macine nel Parco delle Macine

Nel Parco delle Macine, tra Gratacasolo e Pisogne, si conservano le diverse fasi della lavorazione della pietra in un sito protoindustriale. La produzione di macine in questa zona è documentata a partire dal XV secolo. L'attenzione si concentra quindi sia sulle tracce delle singole fasi di lavoro sia sulla lunga storia di questa produzione.

Il percorso verso le cave di macine dura al massimo circa due ore, a seconda del tempo che si sceglie di trascorrere tra le rovine. Per questo percorso si consiglia di portare con sé una carta CAI.

Lungo i sentieri nei boschi di Pisogne si trovano macine semilavorate, abbandonate e ricoperte di muschio. I sentieri nel bosco completano la visita alle fasi di lavorazione conservate nel Parco delle Macine: qui l'attenzione è rivolta ai singoli manufatti, mentre là alle diverse fasi della lavorazione della pietra.

Scopri altre destinazioni: Vesta, Gavardo, Pilzone, Cerveno, Capriolo, Anfo, Fornaci, Braone.

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