Isernia: scoprire l’archeologia e il patrimonio culturale
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Isernia è una meta interessante per chi ama la storia dei ritrovamenti archeologici, gli edifici sacri e i musei cittadini. I temi spaziano dal sito paleolitico di Isernia La Pineta agli edifici storici e alle attività artigianali tramandate nel tempo. Per pianificare il tuo viaggio culturale, è utile distinguere chiaramente: alcuni luoghi raccontano le prime fasi dell’archeologia, altri la storia dell’architettura e della memoria.
La storia dei ritrovamenti paleolitici
Isernia La Pineta è un sito archeologico risalente a circa 700.000 anni fa. Dal sito proviene anche il fossile di un bambino vissuto 583.000 anni fa. Le due date si riferiscono a elementi diversi: quella più antica indica la datazione del sito, quella più recente la vita del bambino. In questo modo è possibile comprendere l’ordine di grandezza della storia dei ritrovamenti senza confondere i due dati.
Il Museo Nazionale del Paleolitico riunisce i reperti archeologici in un’esposizione che comprende tutti gli oggetti rinvenuti negli scavi di Isernia La Pineta. Vi si aggiunge una fedele ricostruzione di una sezione della superficie archeologica. Reperti e rappresentazione di una parte del contesto dei ritrovamenti offrono così due modalità diverse per approfondire il tema. Il museo si trova nella periferia orientale di Isernia.
Edifici sacri e tracce visibili
La Cattedrale di San Pietro Apostolo si trova nel centro storico e sorge su un antico santuario italico del III secolo a.C. I resti archeologici sotto la cattedrale sono visibili attraverso un pavimento di vetro. Qui il legame tra l’edificio e la storia più antica diventa un tema concreto. Il tempio di Giove era consacrato a Giove, Giunone e Minerva.
Merita attenzione anche il percorso di visita del tempio di Giove: si snoda nel sottosuolo, sotto la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo e in parte sotto il cortile della sede vescovile. In questo modo è possibile comprendere anche la descrizione del tempio attraverso il suo spazio. La parte inferiore dell’Arco di San Pietro è una struttura originale del XIV secolo, costruita su fondamenta del IX secolo. Agli angoli interni dei due archi si trovano quattro statue romane togatae provenienti dall’area del foro.
La Fontana Fraterna, chiamata anche Fontana della Fraterna, è una fontana pubblica e un simbolo di Isernia. Sei bocche d’acqua, una loggia dalla forma insolita e blocchi compatti di calcare ne caratterizzano la struttura. Chi desidera confrontare le forme architettoniche trova qui un modo diverso di avvicinarsi alla storia della città rispetto ai luoghi religiosi e archeologici: la fontana si può inquadrare attraverso la forma, il materiale e la funzione pubblica.
Musei, memoria e artigianato
Il Museo Civico della Memoria e della Storia dedica una sezione al bombardamento americano di Isernia del 10 settembre 1943. Nello stesso museo sono esposti strumenti per la lavorazione del tombolo e manufatti finiti. Insieme, questi temi conducono da un evento concreto della storia cittadina a un’attività artigianale, i cui prodotti fanno anch’essi parte della collezione.
Il merletto a tombolo è considerato un’arte tipica di Isernia, praticata dalle donne. Fu introdotto nel XV secolo dagli Aragonesi. La lavorazione al tombolo veniva insegnata dalla madre alla figlia e divenne parte della tradizione domestica. Gli strumenti e i manufatti finiti esposti nel museo si possono quindi considerare testimonianze di una pratica tramandata di generazione in generazione.
Luoghi storici e paesaggio
Nel centro storico si trova anche il Museo Archeologico di Santa Maria delle Monache. Ha sede in un ex monastero benedettino, fondato nell’Alto Medioevo sotto il patronato dei conti longobardi. Nell’Eremo dei Santi Cosma e Damiano, la struttura architettonica attuale risale al XVI secolo; tra le caratteristiche menzionate figurano affreschi e una raccolta di ex voto. Entrambi i luoghi offrono ulteriori prospettive storiche, ma hanno temi diversi: da un lato la storia di un ex monastero, dall’altro l’architettura e le testimonianze religiose di un eremo.
Anche il paesaggio contribuisce al quadro generale: Isernia e la sua provincia si trovano al centro di una valle, tra i Monti delle Mainarde a nord-ovest e il Matese a sud-est. Questa indicazione riguarda Isernia e la provincia, non soltanto la città. Aggiunge ai temi culturali un riferimento al paesaggio regionale, senza confondere tra loro i singoli luoghi storici.
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