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Scopri Tonco

Alloggi a Tonco

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Tonco offre diversi spunti concreti per pianificare un viaggio: architettura religiosa tardo-barocca, resti dell’antico castello e due tappe dei Cammini delle alte colline ombrose e delle colline chiare. Se cerchi un hotel a Tonco, i diversi temi possono aiutarti a scegliere la destinazione: ti interessano soprattutto gli edifici storici, il paesaggio lungo un itinerario o entrambi? Le attrazioni e i percorsi offrono risposte diverse a questa domanda.

Chiese e tracce storiche

La Chiesa dei Santi Maria Assunta e San Giuseppe è una chiesa parrocchiale del XVIII secolo, costruita in stile tardo-barocco su progetto di Filippo Castelli. Anche l’altare maggiore è un elemento distintivo dell’edificio: è realizzato in marmo pregiato. L’epoca di costruzione, lo stile architettonico e l’altare offrono diversi spunti per chi desidera approfondire l’architettura religiosa di Tonco.

Dell’antico castello di Tonco si conservano alcuni tratti delle mura perimetrali. Si trovano nella parte più antica del paese, i cui edifici sorsero all’interno del ricetto. In questo luogo si incontrano così due aspetti della struttura storica dell’abitato: i resti delle mura del castello e gli edifici della parte più antica del paese. Per comprenderli, vale la pena considerarli insieme, anziché osservare i tratti di mura separandoli dal contesto.

Altre chiese e i loro diversi legami con il territorio completano il quadro. La Chiesa di San Giovanni Evangelista sorge sull’omonima piazza, al termine di Piazza Vittorio Emanuele II. Della demolita Chiesa di Santa Maria resta oggi il campanile. La Chiesa dell’Annunziata è chiamata «la Nunsià» in dialetto piemontese; il Santuario di Maria Ausiliatrice fu costruito nel 1922. La posizione, il nome tramandato, ciò che resta dell’edificio e l’anno di costruzione permettono di cogliere aspetti diversi degli edifici religiosi locali.

Tappe e paesaggio

La tappa 4 dei Cammini delle alte colline ombrose e delle colline chiare va da Corsione a Tonco. È lunga 11,5 chilometri e la durata indicata è di 2 ore e 45 minuti. La tappa 5 parte da Tonco e raggiunge la frazione Sanico dopo 10,5 chilometri; la durata indicata è di 2 ore e 35 minuti. Dal confronto risulta che la tappa 4 è più lunga di un chilometro e dura dieci minuti in più, secondo i valori indicati. Anche i diversi punti di partenza e di arrivo aiutano a distinguere le due tappe.

Per il primo tratto della tappa 5, il percorso segue la strada da Tonco verso la Valle del Rio di Tonco. Attraversa ampie aree coltivate dal profilo collinare dolce. Da qui lo sguardo spazia sulle strade di crinale, con cascine storiche e piccoli insediamenti lineari. Questi elementi del paesaggio danno alla tappa un carattere diverso dai soli dati sulla lunghezza e sulla durata: descrivono ciò che contraddistingue il primo tratto.

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Anche le strade di Tonco presentano un particolare architettonico: molti portoni antichi nascondono le corti delle cascine più antiche del paese. Chi osserva la tappa o il paese attraverso le sue forme architettoniche può quindi soffermarsi, oltre che sulle chiese e sui tratti delle mura del castello, anche su questi portoni e sulle corti che si trovano dietro di essi. I diversi elementi appartengono a parti distinte del paesaggio urbano e possono quindi essere considerati come punti di osservazione a sé stanti.

Luoghi particolari e cultura locale

In località Cascina Piane si trova il Bialbero di Tonco. È una pianta sulla cui sommità cresce un altro albero. Un altro punto di interesse locale è lo Sferisterio Cavalier Beretta: il campo da gioco è destinato al Tambass, detto anche Tamburello a muro, uno sport tipico del Monferrato Astigiano. I due luoghi rispondono quindi a interessi molto diversi: da un lato la forma di crescita insolita del Bialbero, dall’altro uno sport caratteristico della regione.

La Giostra del Pitu comprende una gara a cavallo a cui partecipano i rioni. Per l’edizione 2026 sono indicati sette rioni; il numero può variare da un’edizione all’altra. Dopo la Giostra del Pitu inizia la danza del Brando. Il Brando è una danza popolare tipica del Monferrato, documentata dalla prima metà del XVII secolo. Le informazioni illustrano due diverse prospettive temporali: il numero dei rioni partecipanti può cambiare a ogni edizione, mentre il Brando è attestato come forma di danza storica sin dal XVII secolo.

Scopri altre destinazioni: Montemagno, Boglietto, Refrancore, Soglio, Pasquana, Cantarana, Loazzolo, Villanova d’Asti.

Per una panoramica più ampia del viaggio: Asti.

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