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Rimella: cultura walser e sentieri alpini

Alloggi a Rimella

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Rimella unisce una ricca storia walser a un paesaggio alpino e a sentieri che conducono verso destinazioni diverse. Le case storiche, la tradizione linguistica ancora viva, un museo antropologico e i pascoli montani offrono diversi spunti culturali e paesaggistici per il soggiorno. Per pianificare il viaggio, puoi orientarti sulla storia walser, sulla natura o su un’escursione specifica.

Storia walser, case e museo

Rimella è la più antica colonia walser documentata in Valsesia. Fu fondata nel 1255 da un piccolo gruppo di contadini e pastori provenienti dal Cantone svizzero del Vallese. La cultura walser è ancora viva nella zona; gli abitanti più anziani continuano a parlare il Tittschu, una lingua di origine tedesca. A Rimella, quindi, la storia dell’insediamento convive con una tradizione linguistica tuttora presente.

Anche le case walser offrono riferimenti storici concreti: Casa Robbo, a Sella, risale al 1593. A Rimella si trova una casa walser con lobie ancora intatte, datata 1607. Questi due esempi forniscono un riferimento cronologico per la tradizione edilizia locale.

Il Museo Antropologico G.B. Filippa espone minerali, conchiglie, animali imbalsamati, libri, monete e oggetti d’uso quotidiano. Giovan Battista Filippa allestì il museo per trasmettere ai suoi concittadini aspetti scientifici e culturali del mondo. La collezione riunisce reperti naturali e oggetti di uso quotidiano, ampliando così lo sguardo sulla storia del luogo con temi diversi.

Alpeggi, parco naturale e sentieri

Nel territorio di Rimella, il Parco Naturale Alta Valsesia e dell'Alta Val Strona si estende per circa 1.000 ettari sulla riva destra del torrente Landwasser. Il territorio va dai 930 metri di quota alla vetta del Capezzone, alta 2.400 metri, nella valle di S. Anna. Queste quote e l’estensione danno un’idea concreta del paesaggio compreso nel parco naturale.

Un altro paesaggio montano è quello dell’Alpe La Res: l’alpeggio si trova a 1.419 metri e comprende baite, una fontana e una piccola chiesa. I pascoli, gli edifici e la chiesa rappresentano insieme il carattere pastorale della zona.

Il percorso walser Itinerario 4 / Rimella–Carcoforo passa accanto alla chiesa settecentesca della Madonna delle Grazie, a suggestive cascate e a laghi alpini. Il tracciato segue anche i sentieri degli antichi villaggi della civiltà walser. L’itinerario unisce così spunti paesaggistici e patrimonio culturale della regione.

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L’escursione alla Bocchetta di Campello parte da Rimella, a 1.176 metri, e raggiunge la Bocchetta a 1.924 metri. Il percorso richiede 2 ore e 30 minuti e prevede un dislivello in salita di 748 metri. Attraversa una zona con alpeggi storici e collega Rimella all’ex frazione di Campello Monti. Prima dell’escursione, verifica le condizioni attuali dei sentieri.

Ci sono anche sentieri con direzioni e destinazioni specifiche: un antico percorso di collegamento va da Chiesa (Chiljchu) in direzione di San Gottardo (Rund). Un’antica mulattiera lastricata conduce alla frazione Sella. Dopo aver attraversato il fiume, un sentiero entra nel Parco Naturale Alta Valsesia in direzione di Roncaccio Superiore. I percorsi si differenziano per destinazione e tracciato; non sono indicati tempi di percorrenza specifici.

Tradizioni e cucina locale

Santa Gioconda è il principale riferimento religioso della comunità di Rimella. La festa in suo onore si celebra ogni anno ad agosto. Chi è interessato alle tradizioni religiose del luogo può trovare sul percorso walser anche la chiesa settecentesca della Madonna delle Grazie.

All’Alpe Pianello (Bìdemje), l’esperienza comprende una dimostrazione di un pastore sulla produzione della toma di mucca o di capra e della mascarpa. È inclusa anche la visita alla cantina in cui stagionano i formaggi. All’Alpe Cinenecca (Tschinenakku), i visitatori possono assaggiare latte fresco, panna e toma e parlare con i pastori della vita in montagna e della tradizione pastorale. Le due esperienze hanno accenti diversi: la produzione del formaggio e la cantina di stagionatura da una parte, la degustazione e la conversazione dall’altra.

Anche il Malbumfànnu fa parte della cultura gastronomica locale. La ricetta di Rimella combina farina tostata, farina bianca, uova, burro, latte e sale fino; si possono aggiungere, facoltativamente, toma, zucchero o mela. Gli ingredienti distinguono quindi la preparazione base dalle possibili aggiunte.

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