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Lollove: storia del borgo e architettura delle chiese

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Lollove colpisce per il tessuto medievale del borgo, conservato pressoché intatto. Le tipologie abitative e la pianta del paese ne rivelano il carattere agropastorale; a completare il quadro sono vicoli stretti e tortuosi, lastricati in pietra. Chi è interessato alla storia architettonica e culturale di un luogo trova qui sia un particolare assetto insediativo, sia singole chiese e testimonianze culturali.

Un tessuto medievale

Le tipologie abitative e la pianta di Lollove si sono conservate pressoché intatte. La definizione «agropastorale» rimanda al legame tra agricoltura e allevamento e descrive il carattere storico del borgo. Non si tratta soltanto dei singoli edifici: anche la struttura del paese fa parte di questo patrimonio e offre uno sguardo particolare su Lollove come tessuto insediativo formatosi nel tempo.

Gli stretti vicoli tortuosi, pavimentati in pietra, rendono visibile la forma del paese a livello stradale. Insieme alle tipologie abitative e alla pianta, compongono un quadro che non si può ridurre a un singolo edificio. Questo legame tra struttura insediativa e architettura è una componente caratterizzante della storia locale.

Le chiese e i loro dettagli architettonici

La chiesa di Santa Maria Maddalena fu costruita nel XVI secolo ed è considerata un tipico esempio di architettura aragonese tardogotica. La sua struttura a tre navate definisce l’articolazione dello spazio della chiesa. Vi si aggiungono un’iscrizione murale ben leggibile, datata 1608, e una statua di Santa Maria Maddalena, donata nel 1601 da Jannanghelu Pirella e Anghelu Satta. Le due date rimandano a momenti diversi della storia e dell’arredo della chiesa.

Anche la chiesa parrocchiale di San Biagio è caratterizzata da elementi architettonici concreti: presenta un rosone e un portale in trachite rosa. Insieme a Santa Maria Maddalena, mostra come sia possibile conoscere l’architettura religiosa di Lollove attraverso i singoli elementi costruttivi. Il rosone e il portale in trachite introducono un accento architettonico diverso rispetto alla classificazione tardogotica e alla pianta a tre navate di Santa Maria Maddalena.

Letteratura e cultura quotidiana

Lollove è legata anche al romanzo di Grazia Deledda La madre, pubblicato nel 1920. Nel romanzo il luogo compare con il nome del paese immaginario di Aar. Questo legame aggiunge una prospettiva letteraria alle testimonianze architettoniche: Lollove è presente non solo attraverso il tessuto del borgo e le sue chiese conservati, ma anche attraverso la sua citazione in un romanzo.

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La casa museo della famiglia Chessa espone oggetti di uso quotidiano di un tempo, ciascuno accompagnato da un sonetto. Oggetti della vita quotidiana e poesie si trovano così l’uno accanto alle altre. Il loro legame offre un ulteriore accesso alla storia culturale locale, in cui contano non solo l’architettura, ma anche le testimonianze materiali della vita quotidiana e il loro accompagnamento letterario.

Un laboratorio stagionale del pane

A integrazione pratica dei temi dell’architettura e della storia, Lollove propone stagionalmente un laboratorio del pane dedicato alle Paneddas. Le partecipanti e i partecipanti impastano e stendono la pasta, cuociono il pane e poi lo assaggiano. Il percorso va dalla lavorazione dell’impasto fino al pane finito e si distingue nettamente dalla scoperta di edifici, vicoli o riferimenti letterari.

La stagionalità è un aspetto importante da considerare nella pianificazione di questa esperienza. Chi desidera esplorare Lollove per le sue forme architettoniche storiche trova spunti diversi da chi è particolarmente interessato alla preparazione artigianale delle Paneddas. Il tessuto del borgo, le chiese, la letteratura, gli oggetti di uso quotidiano e il laboratorio del pane offrono al luogo diverse attrattive, ciascuna ben definibile.

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Vai alla panoramica generale del viaggio: Nuoro.

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