Campofranco: Monte Conca e patrimonio culturale
Alloggi a Campofranco
Campofranco tra natura e patrimonio culturale
Campofranco si può scoprire attraverso tre aspetti distinti: il paesaggio carsico di Monte Conca, le testimonianze archeologiche e le tradizioni religiose. I temi naturalistici caratterizzano lo sguardo sul territorio, mentre le chiese, il museo e la festa rivelano il carattere storico e spirituale del luogo. Potete così organizzare il vostro soggiorno in base agli aspetti che vi interessano di più.
Monte Conca: carsismo e testimonianze archeologiche
La Riserva Naturale Monte Conca è stata istituita per proteggere importanti grotte nel gesso messiniano e fenomeni carsici superficiali di rilevanza scientifica e naturalistica. Il sistema carsico è tra i più estesi e profondi nei gessi della Sicilia. La sua estensione complessiva è di 1.869 metri, con un dislivello di circa 130 metri. Queste misure descrivono il sistema nel suo insieme: l’Inghiottitoio di Monte Conca è descritto separatamente con uno sviluppo speleologico di 520 metri e un dislivello negativo di 108 metri. È suddiviso in quattro pozzi verticali.
Un sentiero per la Riserva Naturale Monte Conca è lungo 1,5 chilometri e conduce dal chilometro 11,2 della Strada Provinciale 24 fino all’Inghiottitoio. Verificate nuovamente sul posto le condizioni del sentiero. Anche le testimonianze archeologiche rientrano in questo ambito, ma risalgono a periodi diversi: sulla vetta di Monte Conca si trova un’area con una necropoli dell’età del bronzo. L’Area Archeologica Serra del Palco, a Campofranco, è un insediamento neolitico.
Chiese, arte e storia del luogo
Campofranco fu fondato nel 1573 dal barone Giovanni Del Campo con l’autorizzazione reale. La Chiesa Madre risale a una fondazione di Giovanni Dei Campo del 1575 ed è dedicata al santo patrono. Vi si conservano uno stemma della famiglia Del Campo scolpito nella pietra, risalente all’anno della fondazione, e una lapide commemorativa del 1580. La chiesa di Santa Maria dell’Itria era in origine la cappella del palazzo baronale. Tra i suoi dettagli più notevoli vi è un prezioso pavimento di mattonelle smaltate recanti lo stemma dei Lucchesi Palli del 1836.
Anche la chiesa di San Francesco, popolarmente chiamata San Calogero, fu fondata nel 1573, da Francesco Del Campo. Custodisce il dipinto seicentesco «Andata al Calvario». Nelle vetrine del Museo di Storia Locale sono conservati oltre 500 documenti; sono esposti originali di carattere religioso, storico e geografico, dal XV al XX secolo. Gli orari indicati sono dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13. Verificate gli orari prima della visita.
La Festa di San Calogero
La Festa di San Calogero si svolge l’ultima domenica di luglio. Poiché le date e il programma possono cambiare, è consigliabile verificare le informazioni aggiornate prima di pianificare la visita. La celebrazione è strettamente legata a una tradizione religiosa: almeno una volta nella vita, gli abitanti di Campofranco percorrono a piedi nudi il tragitto dalla propria abitazione alla chiesa di San Francesco.
La Festa comprende anche la Sagra dei Pupi di Pane. Si preparano grandi pani a forma di parti del corpo, che secondo la tradizione sarebbero state guarite grazie all’intercessione del santo. La data della festa, il percorso a piedi nudi e i pani conferiscono ciascuno un significato particolare alla celebrazione: essa unisce il legame con la chiesa a un gesto tramandato dagli abitanti e a una specialità gastronomica. Se vi interessa la vita locale, questa tradizione festiva è un modo diverso di scoprire Campofranco rispetto ai siti archeologici o alla natura di Monte Conca.
Percorsi storici
Il cammino di pellegrinaggio inizia presso la Riserva Naturale Monte Conca e termina alla Brecciafiorata di Acquaviva Platani. Il primo giorno, brevi tappe, sempre in salita, conducono dal fiume Gallo d’Oro a Campofranco. Se intendete percorrere questo itinerario, verificate sul posto il tracciato e le condizioni di manutenzione. Da questo si distingue la storica Regia Trazzera Borbonica da Campofranco a Grotte: a ovest della SP 115 e del Monte Campanella sono ancora visibili tratti dell’antico percorso.
Per scegliere la destinazione, potete quindi fare un confronto chiaro: Monte Conca offre carsismo, grotte e temi naturalistici; le chiese, il museo e le necropoli permettono di scoprire diversi capitoli della storia. La Festa di San Calogero affianca a questi temi una tradizione religiosa viva, con una data fissa nel calendario annuale.
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