Villalba: lenticchie, chiese e paesaggio
Alloggi a Villalba
Per un viaggio a Villalba, l’agricoltura, gli edifici religiosi e i mutamenti del paesaggio nel corso dell’anno offrono diversi spunti di visita. La Lenticchia di Villalba rappresenta una tradizione agricola significativa; le chiese e la Masseria La Robba offrono uno sguardo sulla storia del luogo. Fuori dal centro, il paesaggio è caratterizzato da campi e rilievi rocciosi.
La Lenticchia di Villalba e la tradizione agricola
La Lenticchia di Villalba è un Presidio Slow Food. Circa dieci produttori coltivano la lenticchia secondo rigide regole di coltivazione; il numero dei produttori coinvolti può cambiare nel tempo. L’area di produzione comprende Villalba, Mussomeli, Marianopoli, Vallelunga e Cammarata, in provincia di Caltanissetta. Questo legume appartiene alla tipologia delle lenticchie a seme grande, tipica delle zone temperate. Questa classificazione e l’area di produzione indicata legano chiaramente la Lenticchia all’agricoltura dei dintorni di Villalba.
Anche il pomodoro siccagno fa parte della storia agricola del luogo. Una comunicazione di Slow Food del 20 ottobre 2012 riferiva di un produttore di Villalba che aveva conservato un ecotipo storico del pomodoro e cercava di reintrodurlo sul mercato. Si tratta di uno scorcio sulla storia del prodotto riferito a un periodo specifico: l’articolo racconta un tentativo compiuto allora.
Chiese, arte e storia locale
La chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione risale al XVIII secolo. La Chiesa Madre di San Giuseppe fu costruita nel 1828 ed è dedicata al patrono di Villalba. Al suo interno si trova una statua lignea di San Giuseppe, realizzata da Filippo Quattrocchi di Gangi. Il periodo di costruzione, la dedicazione e l’opera d’arte sono diversi spunti per osservare l’architettura religiosa del luogo.
La Chiesa del Calvario sorge su una collina sopra Villalba. Vi si trovano tre croci e cappelle con raffigurazioni delle stazioni della Via Crucis. A Pizzo Lauro è legata la leggenda del tesoro più nota di Villalba: secondo il racconto, chi scala la parete rocciosa di notte diventerà la persona più ricca e felice del mondo. In quanto leggenda, questa storia fa parte della tradizione locale.
Un altro legame con la storia rurale è la masseria, chiamata localmente La Robba, che esiste ancora oggi. Nel 1862 la famiglia Palmeri ospitò Giuseppe Garibaldi. Questi due elementi affiancano le chiese e la leggenda con altri temi storici.
Le stagioni e le escursioni nel paesaggio
Il paesaggio agricolo di Villalba cambia aspetto nel corso dell’anno. Da novembre a febbraio prevalgono i campi di grano verde. Tra marzo e la fine di maggio si aggiungono i papaveri rossi. Da giugno a ottobre, dopo il raccolto del grano, il paesaggio è caratterizzato dalle stoppie dorate. Se desideri includere i campi nei tuoi programmi di viaggio, anche il periodo del soggiorno è quindi importante per il panorama che potrai ammirare.
Le Serre di Villalba formano un rilievo roccioso con cime frastagliate; il punto più alto è il Cozzo Pirtusiddu. Da Villalba partono escursioni verso il Monte Cozzo Pirtusiddo, alto 900 metri. Con il cielo limpido, da lì si gode di un’ampia vista su gran parte della Sicilia. Il panorama è esplicitamente subordinato alla presenza di cielo limpido. I rilievi e i campi che cambiano con le stagioni offrono dunque due diverse prospettive sul paesaggio circostante.
Come arrivare a Villalba
Per raggiungere Villalba è possibile percorrere la strada statale n. 121 Catanese. Un’altra opzione è l’autostrada A19 Palermo–Catania, con uscita a Resuttano, a 31 chilometri da Villalba. Poiché i lavori o le limitazioni al traffico possono influire sui collegamenti stradali, prima di partire è consigliabile verificare il percorso aggiornato.
La linea ferroviaria Palermo–Caltanissetta–Catania ha una fermata a circa sei chilometri dal centro abitato. Se desideri includere questo collegamento nei tuoi programmi, controlla gli orari dei treni prima del viaggio.
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