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Capizzi – Alla scoperta dell’arte sacra e della storia dell’architettura

Alloggi a Capizzi

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Capizzi si trova a 1.130 metri sul livello del mare, nella parte meridionale dei Nebrodi, su una collina ai piedi del Monte Averna. L’arte sacra e l’architettura storica caratterizzano la storia del paese; al di fuori del centro storico, lo sguardo spazia su un paesaggio di boschi cedui e pascoli.

Storia dell’architettura sacra e arte

Il Santuario di San Giacomo Apostolo Maggiore fu costruito dai Normanni intorno al XII secolo, ampliato nel XVI secolo e completato nel 1780. La sua storia architettonica comprende quindi diverse fasi, dalla costruzione iniziale al completamento successivo. Nel santuario si trova anche la Madonna del Soccorso, una scultura in marmo bianco di Antonello Gagini, realizzata nel 1517. L’opera risale al periodo compreso tra la fase costruttiva normanna e il completamento del santuario. La storia dell’edificio e l’opera d’arte possono quindi essere considerate come aspetti distinti, appartenenti a epoche diverse.

La Chiesa Madre segna un’ulteriore tappa cronologica: il suo portale gotico risale al 1234, mentre Pietro Del Campo ristrutturò la chiesa nel XIX secolo. Il portale e la successiva ristrutturazione rappresentano fasi diverse della storia architettonica. Anche nel centro storico restano riconoscibili tratti medievali: alcune parti del paese conservano pavimentazioni e mura in pietra locale.

La Chiesa Sant'Antonio di Padova fu ricostruita e decorata dalla famiglia Russo nel 1751. Ha un’aula a navata unica e conserva al tempo stesso la pianta originaria del 1629, realizzata in arenaria locale. Un’aula a navata unica è uno spazio ecclesiastico con una navata principale. La pianta conservata e i lavori del 1751 offrono così indicazioni diverse sulla storia dell’edificio.

Inoltre, dal 1° settembre 2011, nella Chiesa Sant'Antonio di Padova è esposta in modo visibile una reliquia ex cute proveniente dal cranio di Sant’Antonio. Si trova in una nicchia sotto la statua del santo. La reliquia fu prelevata durante l’indagine canonica del 1981. Le date distinguono il prelievo dalla successiva esposizione visibile.

Museo e palazzo

Il Museo di Arte Sacra Diocesano si trova nell’ipogeo della Chiesa Madre San Nicolò, negli antichi locali della Confraternita del Santissimo Sacramento. Un ipogeo è un ambiente sotterraneo; il museo si trova quindi all’interno dell’edificio della chiesa e nei locali che un tempo appartenevano alla confraternita. L’accesso avviene previa prenotazione presso la parrocchia. Informatevi sulle modalità prima della visita.

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Il Palazzo Russo Larcan è un palazzo del XVII secolo. Nel piano nobile, il piano principale di un palazzo storico, è possibile ammirare, dopo i recenti restauri, decorazioni e pitture a secco che testimoniano l’antico sfarzo. Le pitture a secco sono dipinti murali realizzati su intonaco asciutto. Il palazzo affianca agli edifici sacri un esempio a sé stante di architettura palaziale storica.

Paesaggio e itinerario

Gran parte del territorio di Capizzi è costituita da boschi cedui e pascoli. Questi elementi del paesaggio completano il panorama del paese in pietra con una veduta del territorio circostante. Una tappa del Cammino dei Briganti parte da Capizzi e arriva all’ex caserma dei guardaboschi di Sambuchello, appartenente all’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Troina. La tappa ha quindi un punto di partenza preciso e una destinazione ben definita.

Una tradizione festiva locale

Il mastazzolo è il dolce tipico della festa di San Giacomo a Capizzi. La tradizione culinaria offre al viaggio un punto di riferimento specifico, accanto alle chiese, alle opere d’arte e all’architettura.

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Per una panoramica generale del viaggio: Messina.

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