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Villafranca Tirrena: cultura, costa e storia

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Villafranca Tirrena offre diversi spunti per un viaggio all’insegna del paesaggio e della storia culturale. Oltre ai legami con la Riviera tirrenica e i Monti Peloritani, vi si trovano un museo dedicato alla storia della medicina, edifici sacri, un castello e tradizioni locali. I temi spaziano dalla storia della medicina nel XX secolo alle usanze religiose e agli edifici storici.

Costa e entroterra

La Riviera tirrenica fa parte del paesaggio costiero di Villafranca Tirrena, mentre i Monti Peloritani ne delineano il versante interno. La costa si estende per circa 1.200 metri. È quindi possibile distinguere due diversi riferimenti paesaggistici: il tratto costiero, con la sua estensione approssimativa, e il versante montuoso dell’entroterra. Nella scelta della meta, il riferimento alla Riviera si accompagna così alla vista sui Monti Peloritani.

Storia della medicina ed edifici sacri

Il Museo Ottavio Badessa è dedicato alla storia della medicina nel XX secolo. Presenta il tema attraverso strumenti, immagini e testimonianze di persone che hanno vissuto quegli eventi. Oggetti, rappresentazioni visive e racconti personali riuniscono diverse tipologie di testimonianze. Il suo tema si distingue quindi dalla storia delle chiese e del Santuario: il museo si occupa di una disciplina medica, non di storia dell’architettura o della consacrazione religiosa.

Il Santuario di Calvaruso fu consacrato al culto dell’Ecce Homo dopo la realizzazione di una statua lignea nel 1634 da parte di Frate Umile da Petralia. La Chiesa Madre San Nicolò di Bari fu invece costruita nel XIX secolo, probabilmente sui resti di una chiesa precedente. Il confronto evidenzia due diversi aspetti storici: per il Santuario sono centrali la statua, l’artista e la storia della consacrazione; per la Chiesa Madre, la storia dell’edificio comprende una probabile costruzione precedente.

Dal 1983 gli ambienti adiacenti al chiostro del Santuario di Calvaruso ospitano il Museo della Devozione. La collocazione lega il museo al santuario, mentre la data segna una fase museale successiva. È così possibile distinguere nel tempo la storia religiosa e lo sviluppo del museo, anche se convergono nello stesso Santuario.

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Il Castello di Bauso affianca agli edifici sacri la storia di un castello. Fu costruito dal conte Stefano Cottone nel 1590. La storia del castello e quella degli edifici sacri sono quindi temi distinti, collocabili in epoche diverse.

U Bamparizzu il 5 dicembre

U Bamparizzu si celebra ogni anno il 5 dicembre, alla vigilia della festa patronale di San Nicola. La ricorrenza annuale segna un momento fisso nel calendario, distinto dalle storie degli edifici e delle consacrazioni, e colloca la tradizione nel tempo.

Una processione in onore di San Nicola

Durante una manifestazione culturale storica in onore di San Nicola, giovani vestiti da pescatori trascinano a piedi nudi per le strade, dalla Marina a Piazza Castello, un’imbarcazione decorata con fiori e antiche lanterne, montata su tipiche falanghe di legno. Il percorso, gli abiti e le decorazioni dell’imbarcazione conferiscono alla processione una forma concreta. Mentre il Museo Ottavio Badessa illustra un tema attraverso oggetti, immagini e testimonianze di persone che hanno vissuto quegli eventi, qui al centro c’è il movimento di un’imbarcazione decorata per le strade.

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