Michelica: case bizantine e tracce della tarda antichità
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Tracce archeologiche a Michelica
Il profilo archeologico di Michelica comprende una necropoli e una catacomba, case bizantine e i resti di un edificio di insediamento della tarda antichità. Sono quindi presenti testimonianze di diverso tipo: strutture funerarie, edifici residenziali e caratteristiche architettoniche di un resto di edificio conservato. Le case di Michelica-Palazzetti costituiscono il fulcro bizantino; l'edificio dell'insediamento rimanda a un diverso contesto archeologico. Chi sceglie una destinazione in base a temi storico-culturali può inquadrare Michelica attraverso queste diverse tracce.
Scavi e resti di insediamenti
Nel 1905 si svolsero a Michelica importanti scavi archeologici. Paolo Orsi segnalò la catacomba. Nel 2008, indagini dirette da Giovanni Di Stefano portarono alla luce l'unico resto conservato di un edificio appartenente a un probabile insediamento dell'area. Questo resto edilizio è considerato finora l'unica testimonianza archeologica di insediamenti sparsi nel territorio insieme alle vaste necropoli della tarda antichità. I siti funerari si inseriscono così in un contesto archeologico più ampio, che comprende anche tracce di insediamenti.
Caratteristiche architettoniche e contesto dei reperti
Il resto dell'edificio della tarda antichità può essere descritto attraverso diverse caratteristiche concrete. Un tratto di muro conservato è lungo circa 6,50 metri in direzione nord-sud; sul lato meridionale si trova una nicchia semicircolare. Si aggiunge la tecnica muraria mista, caratteristica degli edifici residenziali della tarda antichità nell'area di Modica. La lunghezza e l'orientamento descrivono il tratto di muro, mentre la nicchia e la tecnica muraria completano le caratteristiche architettoniche. Nel complesso, si ottiene così un quadro più preciso del reperto conservato e della sua collocazione in una tradizione edilizia regionale.
Anche i materiali rinvenuti forniscono un'indicazione cronologica. La ceramica da cucina trovata nello strato di crollo del resto dell'edificio è datata in via ipotetica al VII-VIII secolo d.C. Per l'inquadramento è importante il contesto del ritrovamento: la ceramica proviene dallo strato di crollo, mentre la lunghezza del muro, la nicchia e la tecnica mista sono caratteristiche dell'edificio. La datazione dei materiali e l'inquadramento architettonico offrono quindi indicazioni diverse, anche se riguardano lo stesso sito archeologico.
Catacomba e aree funerarie
Alla catacomba era collegata un'area destinata a sepolture in superficie. Nelle immediate vicinanze è stato inoltre scoperto un altro ipogeo, denominato Ipogeo B. Le informazioni distinguono dunque l'area funeraria collegata alla catacomba da un'altra struttura situata nelle vicinanze.
Inquadramento cronologico e pianificazione del viaggio
Le datazioni possono essere affiancate come riferimento: la necropoli e la catacomba risalgono al IV secolo d.C., le case di Michelica-Palazzetti al V-VI secolo. La ceramica da cucina è datata in via ipotetica al VII-VIII secolo. Questa datazione riguarda il reperto dello strato di crollo, non la data di costruzione dell'edificio dell'insediamento. È quindi possibile confrontare le diverse indicazioni cronologiche senza riunirle in un'unica cronologia edilizia.
L'itinerario culturale T6 Trasversali Ragusa–Pozzallo/Ispica passa da Michelica-Palazzetti. L'itinerario e le informazioni archeologiche svolgono funzioni diverse nella pianificazione del viaggio: la T6 colloca Michelica-Palazzetti all'interno di un itinerario culturale denominato; le informazioni sugli edifici e sugli scavi descrivono i temi storici del luogo. Se includi il percorso nel tuo programma, verifica in anticipo le informazioni aggiornate sull'itinerario.
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