Scopri Capriana: percorsi naturalistici e cultura
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Capriana si può scoprire seguendo due filoni: i percorsi naturalistici e la storia culturale. Per organizzare il viaggio, vale la pena soffermarsi sulle caratteristiche delle singole mete. Il Sentiero Botanico Naturalistico alterna paesaggi diversi e informazioni naturalistiche; altri itinerari conducono ai Prati del Toro e al Lago Bianco, oppure al paesaggio fluviale dell’Avisio. I luoghi di interesse culturale aggiungono una prospettiva diversa: la Mulino della Meneghina presenta un laboratorio molitorio ricostruito, mentre la Casa natale di M. Domenica Lazzeri conserva cimeli, libri e dipinti.
Percorsi naturalistici e paesaggi
Il Sentiero Botanico Naturalistico di Capriana attraversa campi, boschi, ghiaioni e prati ricchi di specie con piante officinali. Collega Grauno e Capriana e offre informazioni sulla natura circostante. Il percorso è facile e segnalato; lungo il tragitto si trovano pannelli informativi con spiegazioni naturalistiche. Qui i cambiamenti del paesaggio si accompagnano alla divulgazione: l’itinerario invita a osservare habitat diversi e il mondo vegetale.
Seguendo il Sentiero Europeo E5, da Capriana si raggiungono i Prati del Toro e il Lago Bianco, a 1.675 metri di quota. I Prati del Toro sono una meta lungo il percorso; l’indicazione del Lago Bianco è completata dalla sua altitudine. Rispetto al Sentiero Botanico, qui sono in primo piano il tracciato e le mete, mentre il carattere dell’altro itinerario è definito dai pannelli naturalistici e dai paesaggi diversi.
L’itinerario Masi custodi dell'Avisio conduce a una golena dell’Avisio e a un’ansa boscosa del fiume, dove si trovano tracce di uccelli, mammiferi e insetti. Il Parco Naturale del Monte Corno tutela diversi biotopi con specie rare e offre numerosi percorsi facili da percorrere e ben segnalati. Le mete naturalistiche hanno caratteristiche diverse: Masi custodi dell'Avisio conduce a un paesaggio fluviale, mentre il Parco Naturale unisce la tutela dei biotopi a una ricca offerta di sentieri.
Storia culturale e luoghi della memoria
La Mulino della Meneghina è stata completamente restaurata e dotata di macine ricostruite. Ricostruisce inoltre l’ambiente di lavoro di un piccolo laboratorio molitorio tradizionale. Vi si aggiunge una raccolta di oggetti devozionali legati alla storia tramandata di Meneghina, Maria Domenica Lazzeri. Nel mulino convivono quindi la ricostruzione di un ambiente di lavoro e gli oggetti devozionali: un modo di raccontare la storia diverso dai cimeli legati a Maria Domenica Lazzeri conservati nella Casa natale.
La Casa natale di M. Domenica Lazzeri conserva cimeli, oggetti provenienti dalla sua stanza e doni legati a Maria Domenica Lazzeri. Vi si trovano anche libri su di lei e sedici dipinti di Giovanni Mengon intitolati «La via Crucis della Meneghina». Accanto ai ricordi personali si distingue quindi un ciclo pittorico dal titolo preciso; il luogo si differenzia così dal laboratorio ricostruito e dalla raccolta custodita nella Mulino.
Anche la Chiesa di San Bartolomeo ha una storia della sua costruzione ben delimitata nel tempo. Dopo il devastante incendio che colpì Capriana nell’agosto del 1861, il comune decise di costruire una nuova chiesa. I lavori alla Chiesa di San Bartolomeo iniziarono nel 1867 e terminarono nel 1869. L’incendio, la decisione comunale e la fase di costruzione scandiscono le tappe, dall’origine al completamento dei lavori.
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