Grauno: Carnevale e storia dei mulini
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Grauno si può conoscere attraverso le sue tradizioni, l’insediamento storico e le tracce dell’antica forza idraulica. Il Carnevale di Grauno è un importante punto di riferimento culturale; le ripide stradine, le fontane e il Sentiero dei vecchi mestieri offrono ulteriori modi per scoprire la storia del paese. Per organizzare il viaggio, si delineano così diversi temi concreti: una tradizione paesana tramandata, antichi impianti artigianali e un percorso nella valle del Rio dei Molini.
Carnevale e paesaggio del paese
Il Carnevale di Grauno inizia tradizionalmente a mezzanotte del giorno dell’Epifania. I coscritti dell’annata abbattono pini nel bosco, li trasportano in paese e li legano alle colonne delle quattro fontane. Il rogo di un pino è considerato un rito di propiziazione e di fertilità. Il richiamo alle fontane radica la tradizione nel paese, mentre il pino ne costituisce il fulcro rituale.
L’insediamento storico comprende ripide stradine chiamate «frone» e grandi fontane storiche tra le case. Il termine locale «frone» dà alle stradine un nome particolare nel paesaggio del paese; fontane e stradine sono due caratteristiche distinte del tessuto urbano. Le fontane ricorrono quindi sia nel paesaggio architettonico del paese sia nel Carnevale. Grauno è anche il paese natale di Padre Atanasio Cristofori, frate erborista e autore del libro «Piante ed Erbe Medicinali della nostra Regione Tridentina». Il titolo fa riferimento alle piante e alle erbe medicinali della regione tridentina e collega la sua biografia alla tradizione erboristica regionale.
Forza idraulica e antichi mestieri
Il Sentiero dei vecchi mestieri attraversa la valle del Rio dei Molini tra Grumes e Grauno. Un tempo erano in funzione più di 20 impianti azionati dall’acqua, tra cui mulini, segherie e fucine. Questa varietà mostra che la forza idraulica sosteneva diverse attività artigianali e che la storia della valle non era legata soltanto alla macinazione. Il sentiero scende lungo un percorso e su passerelle costeggiando il Rio dei Molini. Prima di partire, verifica le condizioni del sentiero. Il legame tra il fiume, le passerelle e l’antico sfruttamento della forza idraulica conferisce al percorso una chiara impronta storica.
Il Mulino Cristofori era già in funzione nel 1832; la macinazione cessò dopo la Seconda guerra mondiale. La Fucina Cristofori rimase in funzione fino agli anni Cinquanta, è stata restaurata ed è attualmente funzionante. Anche l’edificio del Mulino Nones è stato restaurato e dotato di attrezzature molitorie interne. I tre esempi si distinguono per le rispettive date e condizioni attuali: al Mulino Cristofori la macinazione termina dopo la Seconda guerra mondiale, la Fucina è stata restaurata ed è ancora funzionante, mentre per il Mulino Nones spicca l’allestimento interno restaurato. Se ti interessa visitare la Fucina Cristofori, verifica in anticipo le modalità di accesso aggiornate.
Chiesa e pianificazione del percorso
La chiesa parrocchiale di San Martino sorge su una terrazza rialzata nel centro di Grauno. Il percorso di ritorno a Grauno segue il sentiero SAT 481, sale di circa 300 metri di dislivello e poi ridiscende verso il paese. Per orientarsi nel paese e pianificare il percorso sono quindi disponibili indicazioni diverse: la posizione centrale della chiesa, il Sentiero in discesa lungo il Rio e il ritorno in salita lungo il sentiero SAT.
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