Valle San Felice – Escursioni, paesaggio e storia
Alloggi a Valle San Felice
Per chi desidera unire le escursioni alla storia dell’architettura, Valle San Felice offre diversi punti di interesse ben identificati. Una tappa escursionistica conduce da qui a Mori Vecchio; al tempo stesso, la conca del paese è caratterizzata da muri a secco terrazzati e piccoli appezzamenti coltivati. Gli edifici storici e le tracce di epoche diverse completano il quadro.
Escursioni e orientamento
La terza tappa del Cammino di San Rocco conduce da Valle San Felice a Mori Vecchio. Sono quindi indicati i luoghi di partenza e di arrivo di questa tappa. Il San Rocco Path (sentiero escursionistico F20) è segnalato con cartelli e segnavia ufficiali SAT, oltre che con segnavia bianco-rossi. Prima dell’escursione, verifica le indicazioni locali relative alla segnaletica.
A Valle San Felice è presente una fermata del trasporto pubblico. Prima di partire, verifica le informazioni aggiornate sulla fermata di Valle San Felice.
Paesaggio culturale e natura
Valle San Felice si trova in una conca caratterizzata da muri a secco terrazzati e piccoli appezzamenti coltivati.
Il Parco Naturale Locale Monte Baldo comprende habitat naturali e seminaturali diversificati. Tra le sue caratteristiche figurano una grande varietà floristica e faunistica e la bellezza del paesaggio. Il tema della natura nella destinazione abbraccia così sia la conca dal paesaggio minuto e articolato, sia i diversi habitat e la flora e la fauna che li popolano.
Edifici e tracce storiche
Il patrimonio edilizio di Valle San Felice comprende edifici rustici e signorili del XVI, XVII e XVIII secolo, tra cui Casa dei Mistura. Questo arco temporale si riflette nella storia del paese attraverso diverse tipologie architettoniche. La Canonica di Valle San Felice è un edificio del XVIII secolo e un tempo era una residenza dei Castelbarco.
Alla Canonica è legato anche un episodio della guerra di successione spagnola: nel 1703 fu incendiata dalle truppe del generale Vendôme e successivamente ricostruita. Le informazioni sull’antica residenza e la storia dell’incendio e della ricostruzione descrivono aspetti diversi dello stesso edificio.
Molim è un antico mulino sul rio Gresta. Inizialmente appartenne ai signori di Gardumo e in seguito alla famiglia Castelbarco. La Chiesa di S. Anna è un altro punto di interesse architettonico: presenta elementi di architettura gotica e fu rinnovata nel 1561. Nel descrivere questi edifici si affiancano dunque antichi passaggi di proprietà, un preciso anno di ristrutturazione e una classificazione architettonica.
Sono state segnalate anche tracce della Prima guerra mondiale. La Galeria di San. Vi fu scavata nella pineta di S. Vito e conserva tracce della guerra. Nella località Nagià, le Barache sono rovine di ricoveri militari risalenti alla Prima guerra mondiale. La differenza è precisa: la Galeria conserva tracce della guerra, mentre le Barache sono i resti di precedenti ricoveri militari.
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