Abeto: castello, arte sacra e tracce della preistoria
Alloggi a Abeto
Abeto sorge sul pendio di una collina a 970 metri di altitudine. Se nella scelta del luogo in cui soggiornare considerate importanti l’architettura storica e le tracce dei primi insediamenti, il paese offre diversi punti di interesse: il nucleo del castello, la chiesa parrocchiale di San Martino, i palazzi neoclassici e le testimonianze della preistoria.
Castello, Piazza Cesqui e il paesaggio urbano
Il nucleo più antico di Abeto è costituito da un castello a pianta triangolare, costruito tra il X e l’XI secolo. La sua forma e la sua datazione antica collegano le origini del paese a una storia edilizia concreta. Anche il terremoto del 1328 fa parte di questa storia: danneggiò gravemente Abeto e segnò una svolta nella storia del paese.
In Piazza Cesqui, all’ingresso di Abeto, si trova una fontana costruita nel 1884, con tre figure zoomorfe. «Zoomorfo» indica forme che riproducono animali. Insieme ai numerosi palazzi neoclassici, la fontana contribuisce a un paesaggio urbano in cui si intrecciano forme architettoniche ed epoche diverse.
San Martino e la sua storia edilizia
La chiesa parrocchiale di San Martino ad Abeto fu fondata nel X secolo. Dopo ripetuti interventi di ristrutturazione e restauro, nel 1855 assunse il suo aspetto neoclassico. Il campanile fu invece costruito già nel 1761. Queste date rimandano a diverse fasi costruttive: la fondazione risale all’alto Medioevo, mentre il campanile e l’attuale impronta architettonica appartengono a periodi successivi della storia della chiesa.
Per organizzare una visita è importante tenere presente anche un’indicazione di validità limitata nel tempo: il 24 agosto 2025 San Martino risultava in cantiere. Prima della visita, verificate le condizioni attuali della chiesa.
Tracce della preistoria
I dintorni di Abeto sono ricchi di fossili che indicano una presenza umana nella preistoria. Anche le Grotte preistoriche di Abeto sono legate a un’antica frequentazione umana: i resti di ceramiche etrusche fanno ipotizzare che in seguito le grotte siano state utilizzate come luoghi di abitazione e sepoltura.
Altri reperti offrono una prospettiva specifica sulla lavorazione della pietra. Nel territorio di Abeto, i ritrovamenti di punte di freccia in selce e scarti di lavorazione indussero Umberto Calzoni a formulare l’ipotesi che sull’altopiano di Fiano esistesse un laboratorio litico. Si intende un presunto laboratorio per la lavorazione della pietra. I reperti delle grotte e questa ipotesi descrivono aspetti diversi della preistoria: da un lato, indizi di un uso come luoghi di abitazione e sepoltura; dall’altro, una possibile attività di lavorazione della pietra.
Opere d’arte provenienti da Abeto
Anche alcune opere della collezione del Museo Diocesano di Spoleto rimandano a chiese e luoghi di Abeto. Una tavola centrale frammentaria conservata nel museo decorava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci. Un’altra tavola, la Madonna della Neve con san Sebastiano e san Nicola di Bari, è attribuita a Neri di Bicci e datata intorno al 1464; proviene da Abeto di Preci.
Dalla chiesa di San Martino proviene una tavola con la Madonna col Bambino e angeli. Fu realizzata all’incirca tra il 1405 e il 1410 ed è attribuita al Maestro della Madonna Strass. La provenienza di queste opere completa la storia edilizia con uno sguardo all’arte sacra: i dipinti citati sono legati ad Abeto, ma si trovano al Museo Diocesano di Spoleto.
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