Fabro: storia, architettura e paesaggio
Alloggi a Fabro
Fabro unisce una storia di borgo fortificato a edifici concreti e a un paesaggio caratteristico. Il castello, la chiesa di San Martino in posizione centrale e i calanchi offrono diversi modi di scoprire il luogo; i piatti tipici e il tartufo affiancano a questi temi culturali e paesaggistici un aspetto gastronomico.
Il castello e la storia dell’edificio
Il legame storico con Orvieto riguarda il borgo fortificato; la posizione del castello è definita con precisione: sorge su una collina panoramica a 364 metri di altitudine, a est del fiume Chiani, e fa parte del territorio comunale di Fabro. Il castello fu fondato intorno all’anno 1000 e restaurato nel XV secolo e nuovamente nel XVI secolo. Il suo progetto cinquecentesco è opera di Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze 1484–Terni 1564). La fondazione, i restauri e il progetto corrispondono a diversi aspetti della sua storia edilizia: le origini antiche, gli interventi successivi e la concezione del XVI secolo.
San Martino: chiesa e opera d’arte
La chiesa di San Martino si trova in posizione centrale a Fabro, in un luogo panoramico. Fu costruita nel XIX secolo e ha una facciata in mattoni. L’interno è semplice: la pianta è a croce latina, a navata unica, e termina con un’abside semicircolare. Le diverse denominazioni descrivono aspetti distinti dello spazio: «a navata unica» ne indica la suddivisione, l’abside la terminazione semicircolare e la pianta a croce latina la forma complessiva.
Tra le opere conservate si trova un rilievo ligneo raffigurante San Martino, scolpito nel 1930 in Val Gardena. A San Martino, dunque, il periodo di costruzione e l’opera d’arte rappresentano due diverse epoche: la chiesa del XIX secolo e il rilievo datato. La facciata in mattoni, l’interno e il rilievo offrono punti di riferimento concreti per distinguere la struttura architettonica della chiesa dalle sue opere d’arte.
I calanchi e il Sentiero delle Crete
I calanchi si trovano in un’ampia valle sul versante sud-orientale di Fabro, nella valle del fiume Chiani. L’erosione dei terreni argillosi ha modellato questo paesaggio, le cui formazioni naturali ricordano quasi un paesaggio lunare. Il processo di formazione e l’aspetto si completano a vicenda: l’erosione spiega come si è modellato il terreno, mentre le formazioni caratteristiche ne rendono singolare l’impressione.
Il Sentiero delle Crete inizia a sud del centro storico di Fabro. Percorrendolo si possono osservare ampie vallate e strette creste, con campi coltivati interposti, oltre alle rovine di antiche case coloniche. Tra gli elementi che caratterizzano il percorso rientrano quindi sia le forme del terreno sia le tracce dell’uso agricolo. Le osservazioni abbracciano diversi elementi del paesaggio, senza limitarsi a una sola formazione.
Piatti tipici e tartufo
Tra i piatti tipici di Fabro figurano umbrichelli, manfrengole, porchetta, torta al testo e frittata al tartufo. Il tartufo è presente tra i prodotti locali anche al di fuori di questo piatto: nel territorio di Fabro si trovano tartufi bianchi e neri, anche in numerose tartufaie private. La frittata al tartufo mette già il tartufo in primo piano nel nome; gli altri piatti completano la selezione di specialità tipiche. L’aspetto gastronomico di Fabro può così essere considerato un tema a sé, accanto agli edifici e al paesaggio.
Scopri altre destinazioni: Polino, Corbara, Orvieto Scalo, Montecastrilli, Lugnano In Teverina, Cecalocco, Macerino e Morrano Nuovo.
Torna alla panoramica generale del viaggio: Terni.