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Isola Rizza: ville, archeologia e storia del riso

Alloggi a Isola Rizza

2 adulti · 0 bambini · 1 camera
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Isola Rizza unisce ville storiche, testimonianze archeologiche e una lunga storia della coltivazione del riso. I riferimenti temporali spaziano dalla prima età del Ferro agli affreschi e alle ville dei secoli successivi. Anche il paesaggio conferisce al luogo un carattere distintivo: Isola Rizza si trova in una pianura delimitata dall’Adige e dal Menago. A sud scorre il Bussè e il Piganzo attraversa il territorio.

Paesaggio e tracce dei primi insediamenti

Tra i rilievi sabbiosi di Isola Rizza c’è Dossi. Questi rilievi sono considerati depositi lasciati dai corsi d’acqua. Due distinti riferimenti archeologici testimoniano i primi insediamenti della zona: un’urna biconica della prima età del Ferro, rinvenuta a Pieve nel 1949, attesta la presenza di un insediamento finora non indagato. La necropoli di Casalandri, invece, risale al periodo compreso tra il III e il I secolo a.C. e documenta un insediamento esteso. Nel loro insieme, i reperti offrono uno scorcio su diverse epoche della storia locale, senza confonderle in un’unica vicenda di ritrovamenti.

Ville e interni riccamente decorati

Villa Polettini fu costruita nel XV secolo. Comprende una grande sala e quattro stanze con affreschi e decorazioni floreali del XVI secolo. Una stanza presenta sulle pareti est, sud e ovest campiture paesaggistiche dipinte; al centro si trova una composizione architettonica fantastica. Si aggiungono pilastri dipinti con motivi a candelabro e piccoli medaglioni classici. Il soffitto a cassettoni è decorato con riquadri ottagonali rosa e avorio, mentre le porte sono sormontate da finte decorazioni marmoree dipinte. Nel XIX secolo fu aggiunto un grande affresco intitolato «La finta malata». La villa mostra così diversi strati artistici appartenenti a epoche differenti all’interno dello stesso edificio.

Diversa è la struttura di Villa Maffei De Medici: l’edificio principale rettangolare, costruito nel XVIII secolo, e due corpi laterali indipendenti formano un cortile a U. A Villa Sagramoso Buri, il corpo principale risale al XV secolo. Al piano terra si trovano sei stanze e una grande sala centrale passante. Quattro stanze presentano aperture con decorazioni in rilievo in marmo rosso di Verona, arricchite da elementi floreali. Forme e dettagli sono nettamente diversi: da una parte il cortile e i corpi dell’edificio, dall’altra le sale, la successione degli ambienti e gli apparati decorativi.

Un altro riferimento storico riguarda la famiglia Mandelli: nel 1589 il cavaliere Andrea Mandelli si stabilì nel territorio di Isola Rizza per fondarvi una tenuta agricola. Villa Buri ha inoltre partecipato nel 2003, 2016, 2020 e 2022 alla campagna del FAI «I Luoghi del Cuore». Entrambe le informazioni arricchiscono il quadro del patrimonio culturale locale, senza equiparare le vicende delle singole ville.

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La storia del riso e i simboli locali

Per secoli, le zone paludose di Isola Rizza hanno favorito la coltivazione del riso. Questa storia agricola si ritrova anche in un simbolo locale: uno stemma del 1535, ai piedi del campanile della chiesa parrocchiale, raffigura una scrofa che tiene in bocca un fascio di steli di riso. Nel centro del paese si trova anche la Croce del Gallo, un’insolita struttura votiva a forma di croce. La storia del riso, il motivo araldico e la croce votiva rappresentano ciascuno un aspetto diverso e mettono in evidenza la varietà dei riferimenti culturali locali.

Il cosiddetto tesoro di Isola Rizza fu scoperto casualmente nel 1872 a Isola Rizza, nella pianura veronese. Oggi è conservato al Museo di Castelvecchio di Verona. Una parte della storia dei ritrovamenti locali conduce così anche oltre i confini del paese. Per approfondire la storia del luogo, il libro «Isola Rizza Ieri e Oggi» è disponibile presso la sede della Pro Loco Isola Rizza; contattate l’organizzazione prima della visita.

Scoprite altre destinazioni: Festara, Bonavigo, Erbezzo, Badia Calavena, Veronella, Bernardine, Malpasso, San Rocco.

Per una panoramica dei viaggi più ampia: Verona.

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