Scopri Aquila: sentieri e patrimonio culturale nella Valle di Blenio
Alloggi a Aquila
Aquila è una località del comune di Blenio, nel distretto di Blenio, in Ticino. Si trova a circa 789 metri sul livello del mare nella Valle di Blenio, sul versante occidentale della Colma e sulla riva sinistra del fiume Brenno. Aquila si trova inoltre lungo la strada da Biasca a Olivone. I sentieri alpini e il patrimonio architettonico storico offrono diversi modi di vivere un soggiorno ad Aquila. La località è menzionata per la prima volta in un documento del 1196.
Paesaggi montani e itinerari escursionistici
Il territorio patriziale di Aquila comprende una parte dell’altopiano della Greina, noto a livello nazionale per i suoi eccezionali valori naturalistici e paesaggistici. Anche l’alpe Gorda, ad Aquila, è tuttora attiva. La Capanna Gorda si trova a 1.800 metri sul livello del mare, su un vasto pascolo sopra le case di Monti di Gorda. È raggiungibile tramite una strada percorribile in auto ed è il punto di partenza di diverse escursioni. Se intendete raggiungere la Capanna Gorda, verificate in anticipo le attuali condizioni di accesso.
Un’altra meta alpina è la Capanna Adula Utoe. Si trova ai piedi della Cima della Negra ed è un punto di accesso al Ghiacciaio di Bresciana; il percorso prosegue verso una vetta a 3.402 metri di altitudine. Prima di partire per un’escursione in questa zona montana, verificate le condizioni.
Nelle descrizioni dei percorsi occorre considerare i diversi tracciati. Il Sentiero storico numero 4, itinerario storico della media e alta Valle di Blenio, va da Acquarossa a Olivone e si snoda perlopiù lungo il percorso inferiore, sulla riva sinistra del Brenno. La Via Francisca del Lucomagno passa da Ponto Aquilesco e Aquila e prosegue fino all’ex fabbrica Cima Norma a Dangio. Prima di un’escursione è consigliabile verificare le indicazioni sui sentieri.
Chiese, affreschi e edifici storici
La chiesa parrocchiale di San Vittore Mauro è attestata in documenti del 1213 e del 1230. L’attuale edificio tardobarocco fu costruito tra il 1728 e il 1730 sulle antiche mura della costruzione precedente. Dell’antica chiesa romanica restano tre archi visibili dall’esterno e una lunetta del 1502. Nel 1732 il pittore locale Carlo Biucchi decorò con affreschi la facciata principale.
L’Oratorio S. Maria delle Grazie, detto anche della Beata Vergine al Riale, sorge in posizione elevata sopra il paese di Aquila. Conserva un affresco mariano del XVI secolo; l’affresco del soffitto raffigurante l’Assunzione è attribuito a Giovanni Degiorgi di Aquila. Nella vicina Ponto Aquilesco, l’Oratorio di S. Caterina è menzionato per la prima volta nel 1567 e fu ampliato nel 1613. La navata presenta affreschi rustici del 1615. Gli affreschi del coro del 1578 sono attribuiti ai Tarilli di Cureglia.
Anche nelle case storiche di Aquila si trovano affreschi risalenti al periodo compreso tra il XV e il XVIII secolo. Negli alpeggi e nei nuclei abitati, gli oratori conservano decorazioni del XVI e XVII secolo. Tra i singoli beni culturali censiti figurano l’Oratorio di S. Antonio a Pinadee e l’affresco in Casa Giamboni, entrambi di interesse cantonale. La fornace circolare per la calce lungo la strada per Olivone è considerata un bene culturale di interesse locale.
A Grumarone si trova il Ponte Romano. Fu costruito nel 1461 ed è uno dei più antichi ponti ad arco in pietra di questo tipo ancora conservati in Svizzera. Insieme alle chiese, agli affreschi e agli oratori, mostra la varietà degli edifici storici di Aquila.
Tradizioni e storia dell’artigianato locale
La Milizia della Madonna del Rosario si esibisce ad Aquila ogni prima domenica di luglio. La tradizione nacque nel XIX secolo, in relazione alla fondazione della Repubblica Elvetica e alle guerre napoleoniche. Se desiderate organizzare il soggiorno in coincidenza con l’esibizione, confermatene la data prima del viaggio.
Anche la storia degli artigiani del cioccolato fa parte della tradizione locale. Nel 1946 Federico Bruni definì Aquila la «culla dei cioccolatieri bleniesi». Inizialmente questi artigiani erano specializzati nella lavorazione del cacao con una prea, una macina; in seguito si affermarono come industriali del settore del cioccolato. Questa definizione rimanda a un’evoluzione storica, non all’offerta attuale di degustazioni o laboratori.
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