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Navasa: romanico, bordas e tradizione dei pellegrinaggi

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Navasa si trova nella parte alta della Val Estrecha, ai piedi di due cime imponenti. La chiesa parrocchiale, le bordas tradizionali e gli affreschi conservati conferiscono al luogo una spiccata identità culturale. Si aggiungono un eremo con una pavimentazione in ciottoli decorata con motivi floreali e la partecipazione a pellegrinaggi tramandati nel tempo. Anche il paesaggio e un itinerario ciclistico ad anello descritto contribuiscono a definire il carattere di Navasa.

Paesaggio e ciclismo

Le due cime imponenti ai piedi del paese incanalano il Barranco Abale, affluente del Río Gállego. I riferimenti paesaggistici si estendono così dalla parte alta della Val Estrecha al barranco e al Río Gállego. I luoghi e i corsi d’acqua citati aiutano a inquadrare Navasa nel suo paesaggio.

Una specifica opzione per il ciclismo è la Ruta Cicloturista: è lunga 26 chilometri, è un percorso ad anello e conduce alla strada per Navasa. La distanza indicata descrive il percorso stesso e costituisce un chiaro punto di riferimento per la pianificazione. L’itinerario ciclistico può quindi essere considerato un tema a sé, accanto agli aspetti culturali del paese, senza riunire le due cose in un’unica attività.

Riferimenti romanici e architettura tradizionale

La chiesa parrocchiale «Church of the Assumption» di Navasa risale al XII secolo e risente dell’influenza del romanico jaqués. Il suo timpano presenta un crismon centrale; le figure raffigurate si ispirano al timpano occidentale della cattedrale di Jaca. Il legame con Jaca si manifesta dunque sia nell’impronta romanica dell’edificio religioso sia nella decorazione di una specifica opera figurativa.

Anche le bordas fanno parte del patrimonio architettonico di Navasa. La loro pianta prevede una stalla al piano terra e un piano superiore adibito a fienile. I due livelli hanno quindi funzioni chiaramente distinte. Allo stesso tempo, il complesso Bordas de Navasa conserva una tipologia architettonica tradizionale e uniforme. Nel 2001 il complesso Conjunto de las Eras y Bordas de Navasa è stato classificato come Bien Catalogado del Patrimonio Cultural Aragonés. La classificazione di tutela riguarda il complesso e affianca all’analisi della forma architettonica il riconoscimento ufficiale del suo status di bene culturale.

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Affreschi ed eremo

A Navasa si conservano due frammenti dello stesso ciclo di affreschi. Uno raffigura l’Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto. Il secondo mostra il cielo degli evangelisti con i loro simboli e due arcangeli. Nel loro insieme, i frammenti accostano scene narrative a una rappresentazione degli evangelisti e dei loro simboli. Presentano quindi soggetti diversi, che si possono considerare parti di un unico ciclo.

L’eremo di Santa Eulalia risale al XVI secolo. La sua pavimentazione in ciottoli forma grandi motivi floreali. Oltre al timpano della chiesa parrocchiale e agli affreschi, anche un pavimento decorato fa dunque parte del patrimonio religioso di Navasa. Inoltre, la chiesa parrocchiale e l’eremo si distinguono per epoca: la prima risale al XII secolo e il secondo al XVI.

Tradizioni dei pellegrinaggi

A maggio Navasa partecipa al pellegrinaggio alla Virgen de la Cueva sulla Peña Oroel. Anche il pellegrinaggio a Santa Orosia, a Yebra de Basa, nella domenica della Santissima Trinità fa parte della tradizione locale. I due appuntamenti sono legati a riferimenti temporali diversi: il mese di maggio e una domenica specifica dell’anno liturgico. Se desideri organizzare il viaggio in occasione di una di queste tradizioni, verifica le date dell’anno in questione.

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