Scopri Benasal: torri, musei e natura
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Benasal si distingue per diversi aspetti ben riconoscibili: edifici medievali, storia locale e l’area naturale di El Rivet. Nel centro storico, un itinerario per visitatori attraversa strade strette e irregolari, passando davanti ad alcune delle case più antiche del paese. Torri, edifici religiosi, musei e feste completano questo sguardo sulla storia locale. Per pianificare il viaggio, natura e flora, storia dell’architettura e tradizioni regionali offrono diversi spunti.
El Rivet e la natura a Benasal
El Rivet è un’area naturale comunale nel territorio di Benasal e si estende per 16 ettari. L’area boschiva mediterranea è caratterizzata da querce valenciane, lecci e un fitto sottobosco. Un sentiero botanico didattico segnalato è accessibile a tutti e rende la flora un tema a sé. Nell’area naturale si trova anche una microriserva floristica. Qui crescono, per esempio, orchidee e fiordalisi scabiosi, che sono protetti.
Vicino a Benasal si trova anche Font d’en Segures, un luogo legato all’acqua minerale di sorgente e a un’architettura caratteristica. Insieme all’area boschiva, questo legame con l’acqua e il paesaggio mostra un altro aspetto dei dintorni rispetto agli edifici storici del centro.
Edifici medievali e storia locale
Il Castell de la Mola è un edificio gotico del XIII secolo ed è considerato il più antico edificio civile di Benasal. Fu costruito all’incirca tra il 1240 e il 1250. La Torre de la Presó, una torre difensiva quadrata di quattro piani sulle mura cittadine, fu utilizzata anche come prigione ed è la meglio conservata delle tre torri difensive medievali di Benasal. È visitabile. Nella Torre, la mostra permanente «L’Experiment Stuka» tratta dei bombardamenti del maggio 1938. Prima del viaggio, verificate le modalità di accesso attuali alla Torre e alla mostra.
Le torri si distinguono anche per la loro forma: la Torre Redonda è rotonda e risale al XIV o XV secolo; è classificata come Bien de Interés Cultural. La Torre Nabàs ha una pianta quadrata e una grande masía annessa. Anche questa è classificata come Bien de Interés Cultural. Il centro storico completa gli edifici con una propria dimensione: l’itinerario per visitatori attraversa strade strette e irregolari, lungo le quali si sono conservate alcune delle case più antiche del paese.
Vicino al Castell de la Mola si trova il Forn de Dalt, un forno medievale risalente all’inizio del XIV secolo. Restaurato nel 2015, è aperto ai visitatori e ospita attività culturali. Prima della visita, verificate gli orari di apertura aggiornati.
Musei e vita rurale
Nel Castell de la Mola si trovano il Museu Arqueològic de l’Alt Maestrat e l’Aula Museu Carles Salvador. Il museo archeologico fu fondato nel 1978 per raccogliere ed esporre i materiali del gabinetto regionale di ricerca archeologica. L’Aula Museu si trova nell’ex Hospital de la Mola e ricrea l’atmosfera familiare e scolastica di Carles Salvador. I due musei, ospitati nello stesso edificio, propongono quindi prospettive diverse: da un lato i materiali archeologici della regione, dall’altro l’ambiente familiare e scolastico di una persona.
Il Museu Vida Rural conserva la memoria agricola e zootecnica di Benasal attraverso attrezzi, oggetti di uso quotidiano, mobili e abiti del secolo scorso. Una sala espositiva presenta anche opere di tre generazioni della famiglia Pascual Miralles. Anche i Lavaderos Públicos raccontano la vita quotidiana del paese: i lavatoi pubblici sono distribuiti per Benasal e comprendono vasche in pietra sotto tettoie di legno.
Chiese, cappelle e dettagli architettonici
La Iglesia de la Asunción ha un portale barocco del 1677. Nel tesoro parrocchiale sono esposti ornamenti religiosi gotici e platereschi, oltre a lavori di oreficeria in oro e argento. Nella cappella si può inoltre ammirare «La última Cena», un’opera in ferro dello scultore José Gozalbo. L’insieme del portale, del tesoro e dell’opera d’arte rende la chiesa un punto di interesse a sé nella storia del paese.
La Ermita de Sant Roc racconta la propria storia edilizia attraverso diverse fasi: i lavori iniziarono nel 1557, furono completati nel 1559 e vennero ampliati tra il 1595 e il 1599. Di solito vi si arriva seguendo l’antico sentiero En Pedró i de la Solana, oggi chiamato Sant Roc. Poiché non sono indicate le condizioni attuali del percorso, è consigliabile verificarle prima dell’escursione. La cappella La Magdalena offre un altro contrasto architettonico: fu costruita nel 1864, è ottagonale e ha una pianta ispirata alla cultura orientale. Casa Sánchez Cotanda ha due portali barocchi in pietra da taglio; uno conduce alla cappella Virgen del Pilar, l’altro all’abitazione.
Feste e tradizioni locali
Ogni anno, il lunedì di Pentecoste, si svolge il pellegrinaggio a Sant Cristòfol. Durante la festa, è tradizione mangiare insieme il tombet nei dintorni della cappella: uno stufato di coniglio, pollo e lumache. Anche San Antonio Abad si celebra ogni anno, con la benedizione degli animali, danze tradizionali, coquetes o rotllo e barreja. La Fiesta de la Tea rievoca il ritorno a Benasal dei venditori di tessuti, con le torce di pino che un tempo illuminavano le strade del paese.
Un altro motivo locale compare nel Mural del 750 Aniversario de la Carta Pobla: rappresenta l’identità di Benasal, i santi patroni, l’acqua e il nocciolo. Questi richiami a feste, piatti e motivi visivi affiancano agli edifici in pietra temi culturali che si possono scoprire a prescindere dall’architettura.
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