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Nagykutas unisce le tracce storiche del villaggio a un paesaggio in cui tre colline sono ancora ben visibili. Questo offre diversi spunti per organizzare il viaggio: architettura religiosa, artigianato tradizionale, arredi contadini e tracce dell’antica struttura dell’insediamento. Qui si incontrano così sia singoli edifici e collezioni, sia elementi del territorio circostante.
La storia del villaggio tra chiesa e collezione
La chiesa parrocchiale di Szent Jakab Apostol fu costruita nel 1740 e si trova in via Diósi. L’anno di costruzione offre un preciso riferimento cronologico per la storia del luogo. Chi è interessato all’architettura religiosa può considerare la chiesa come un punto d’interesse a sé, accanto alle testimonianze dell’artigianato e della cultura popolare. La storia di Nagykutas si manifesta dunque anche nella tradizione religiosa.
Un altro percorso conduce a Kónya László, che allestì a Nagykutas una propria fucina. Oggi vi si trovano tutti gli attrezzi che facevano parte di un’antica fucina di villaggio. Il fulcro è dunque l’attrezzatura di un’officina tradizionale. A differenza della chiesa, la cui data di costruzione è nota, la fucina racconta soprattutto il mestiere e i suoi strumenti.
Dal 2007 la collezione etnografica è ospitata in un ex caseificio indipendente. Comprende gli arredi completi di una stanza e di una cucina, che richiamano le antiche case contadine. Mentre nella fucina predominano gli utensili da lavoro, qui l’attenzione si concentra sugli arredi domestici e sulla disposizione degli ambienti. In quanto ex caseificio, l’edificio aveva una funzione precedente diversa da quella della fucina.
Cantine e castagno protetto
Al numero 64 di Pöröshegy, nel vigneto di Nagykutas, si trova una cantina vincolata come monumento storico, appartenente a un edificio adibito alla pigiatura dell’uva. Fu costruita intorno al 1870 e oggi non è più utilizzata. A differenza della fila di cantine a ovest del villaggio, si tratta di un singolo edificio, con una datazione approssimativa e una funzione originaria esplicitamente indicata. Anche il vincolo di tutela e il fatto che oggi non sia più in uso sono elementi importanti per inquadrarla.
A ovest del villaggio, su un pendio, si trova una fila di cantine risalenti al XVIII e XIX secolo. Un tempo le cantine avevano pareti in graticcio e tetti di paglia. Qui l’attenzione si concentra su più cantine e su un periodo di costruzione più ampio, mentre per l’edificio di pigiatura si descrive un singolo fabbricato, datato approssimativamente intorno al 1870. Il graticcio e la paglia aggiungono alla datazione della fila di cantine indicazioni concrete sulla sua antica tecnica costruttiva.
Nel vigneto a ovest del villaggio cresce un vecchio castagno che si stima abbia più di 500 anni. È protetto dal 1974. Per collocarlo nel tempo sono importanti due dati distinti: l’età stimata dell’albero e l’anno da cui è sottoposto a tutela.
Paesaggio e testimonianze religiose
Oggi Kalamár-kút, a Nagykutas, è noto come sorgente e zona paludosa. Questo elemento del paesaggio si distingue dal castagno protetto del vigneto: a Kalamár-kút il fulcro è la sorgente con la zona umida, mentre per il castagno si tratta di un singolo albero secolare sottoposto a tutela.
In passato l’abitato di Nagykutas era composto da tre parti separate; grazie alle caratteristiche geografiche, le tre colline sono ancora ben visibili. La struttura insediativa storica e la visibilità odierna appartengono a due prospettive temporali diverse: la suddivisione in tre parti descrive la storia dell’abitato, mentre le colline fanno tuttora parte del paesaggio.
A Nagykutas l’arte popolare religiosa si manifesta anche al di fuori della chiesa parrocchiale: 15 croci, una statua della Vergine Maria e una di san Floriano custodiscono l’antica tradizione della devozione popolare barocca. Accanto all’edificio della chiesa si trovano così diverse croci e statue, altre forme di patrimonio religioso.
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