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I temi culturali di Colognora si possono approfondire attraverso diversi percorsi: il Museo del Castagno racconta la castagna come materiale da lavoro e alimento; la Chiesa dei Santi Michele e Caterina offre un secondo tema di interesse, con le sue forme architettoniche e l’arte sacra. Un sentiero conduce a un metato nei dintorni del borgo. A tutto questo si aggiunge la preparazione tradizionale dei necci con farina di castagne. Per organizzare il viaggio, è possibile scegliere tra collezione etnografica, chiesa, sentiero nel borgo e gastronomia.

Il Museo del Castagno e la castagna

Il Museo del Castagno fu fondato nel 1985, dopo l’acquisizione di materiali etnografici appartenuti agli abitanti del paese. La sua collezione etnografica comprende attrezzi ed è suddivisa in 20 sezioni. Il tema della castagna spazia dalla raccolta all’essiccazione e alla lavorazione, fino al suo impiego come alimento. Viene presentato anche il mestiere del boscaiolo, un’attività legata alla castagna. I contenuti del museo comprendono quindi oggetti e metodi di lavoro, oltre all’uso alimentare della castagna.

Durante la visita al Museo del Castagno, è inoltre possibile seguire un sentiero che attraversa il borgo e i suoi immediati dintorni e conduce a un metato, un essiccatoio per le castagne. Il percorso affianca alla collezione organizzata per temi un riferimento concreto all’essiccazione delle castagne: nel museo sono al centro gli attrezzi e le fasi di lavorazione, mentre il sentiero conduce nel borgo e all’essiccatoio.

Necci: la farina di castagne in tavola

Anche i necci sono legati alla castagna, questa volta come alimento. Si preparano con farina di castagne e possono essere serviti semplici o farciti con ricotta, salsiccia, pancetta e altri ingredienti; quelli farciti si arrotolano e si mangiano. La preparazione tradizionale dei necci si distingue così dalla più ampia trattazione del museo: qui si ripercorrono le diverse fasi della lavorazione della castagna, mentre i necci rappresentano un modo specifico di utilizzare la farina di castagne in un piatto.

Chiesa, storia architettonica e arte

La Chiesa dei Santi Michele e Caterina fu costruita a partire dal 1457 e conserva forme preromaniche semplici e austere. L’anno fornisce un riferimento temporale per l’inizio dei lavori, mentre la descrizione delle forme richiama l’attenzione sull’aspetto della chiesa. La storia dell’edificio si accompagna così a una caratterizzazione incisiva della sua architettura.

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Al centro è raffigurata la Vergine Maria con il Bambino, mentre celebra uno sposalizio mistico con Santa Caterina d’Alessandria. San Michele e Santa Caterina sono i patroni della nuova chiesa. Anche le vetrate fanno parte della storia degli arredi: furono installate il 3 ottobre 2010. Il soggetto raffigurato, i patroni e le vetrate sono aspetti distinti della chiesa, che è possibile osservare separatamente.

La sala dedicata ad Alfredo Catalani nel museo

Nel Museo del Castagno c’è una sala dedicata al musicista Alfredo Catalani. Sono esposte lettere di Catalani a Ugo Bassani, diverse fotografie e ricordi del musicista. Tra questi c’è un busto realizzato da Aurelio Franceschi nel 1897. La sala aggiunge un tema musicale alla collezione etnografica e alla lavorazione della castagna: è dedicata a Catalani e ai ricordi a lui legati.

Per organizzare il viaggio, è utile distinguere i diversi temi: il museo unisce la lavorazione della castagna a una sala dedicata ad Alfredo Catalani; il sentiero conduce a un essiccatoio per le castagne; la chiesa e i necci completano l’offerta con l’arte sacra e un piatto a base di farina di castagne.

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Per la panoramica generale del viaggio: Pescaglia.

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