Beatrice
Alloggi a Beatrice
Il nome Beatrice è radicato nella toponomastica comunale di Bonito. La storia locale lo collega alla famiglia Beatrice e alla Contrada Beatrice. A Bonito si incontrano anche testimonianze di architettura e storia dell’arte di diversi secoli, tradizioni religiose e un itinerario di street art. Le tappe che seguono mostrano quali temi storici completano il legame con il nome.
Storia della famiglia e toponimo
La tradizione storica relativa alla famiglia Beatrice riporta che Lorenzo Beatrice si trasferì da Fontanarosa a Morroni. Il nome Beatrice entrò nella toponomastica comunale di Bonito, dove si trova la Contrada Beatrice. La storia della famiglia e il toponimo sono quindi concretamente legati. Chi è interessato all’origine dei nomi dei luoghi trova qui un percorso storico specifico, accanto agli edifici e ai luoghi religiosi di Bonito.
Dalla Torre Normanna al palazzo
La Torre Normanna fu costruita insieme al castello intorno al 1130, su incarico di Guglielmo Gesualdo. La storia dell’edificio rimanda quindi a una fase medievale di Bonito; la data tramandata è espressamente approssimativa. Un punto di riferimento cronologico successivo è Palazzo Pagella-Buongiorno, nel centro storico, risalente al XVIII secolo. Le due indicazioni si riferiscono a epoche storiche diverse, senza che se ne debbano dedurre ulteriori dettagli architettonici. Nel palazzo sono conservati numerosi cimeli del musicista Crescenzo Buongiorno, affinché i visitatori possano conoscere questa personalità.
Arte sacra e storia dei pellegrini
La Chiesa di San Giuseppe è menzionata per la prima volta nel 1517 come «Ecclesia S. Petri Hospitalis» o «Chiesa di San Pietro dell’Ospizio». Accanto alla chiesa si trovava un ospizio con cinque piccole stanze per pellegrini e malati. Il nome antico tramandato e gli spazi destinati ai viaggiatori e ai bisognosi appartengono ad aspetti diversi della sua storia. Nella chiesa si trova inoltre un dipinto su tela del XVIII secolo che raffigura la Madonna del Carmine. Nella Chiesa ed ex Convento di S. Antonio di Bonito è visibile un crocifisso del 1799.
Cappella e tradizioni religiose
La Cappella di Vincenzo Camuso fu allestita nella cripta dell’ex Chiesa dell’Oratorio, demolita dopo il terremoto del 1962. Nella cappella è conservata la mummia di una persona misteriosa, venerata dagli abitanti da circa due secoli. È possibile visitare gli interni previo appuntamento con una persona di riferimento. La cappella è accessibile in sedia a rotelle. Se desiderate visitare gli interni, concordate prima l’appuntamento.
Il Santuario Maria SS. della Neve è accessibile alle persone in sedia a rotelle. Ogni anno, il 4 e il 5 agosto, vi si svolgono celebrazioni religiose in onore della Madonna. Una ricorrenza annuale e la storia di singole chiese e cappelle costituiscono quindi percorsi diversi per scoprire il patrimonio religioso di Bonito.
Street art e percorso nel verde
Dal 2011 a Bonito sono presenti opere di street art dedicate a Salvatore Ferragamo. L’idea di valorizzare il paese attraverso l’arte urbana accessibile al pubblico è dell’associazione culturale Collettivo BOCA. È disponibile un itinerario di street art. Se desiderate inserirlo nel programma, informatevi in anticipo sulla data. In questo modo è possibile distinguere la storia artistica più recente dagli edifici religiosi e architettonici più antichi, senza separarli.
Il «Percorso Verde Madonna della Valle» è lungo circa 5 km, è prevalentemente sterrato e presenta un dislivello di circa 200 m. Prima della visita, verificate le condizioni attuali e l’accessibilità del percorso. Le indicazioni su lunghezza, fondo e dislivello aiutano a considerare il percorso come un’attività a sé; non forniscono informazioni sui tempi di percorrenza o sul livello di difficoltà.
Visita al museo
Il Museo della civiltà contadina, delle arti e dei mestieri di Bonito è una mostra permanente, indicata anche come «in preparazione». Per la visita è prevista la prenotazione del giorno e dell’ora. Prima del viaggio, verificate se è possibile visitarlo e, se necessario, concordate un appuntamento. In questo modo la visita al museo resta un programma da confermare in anticipo, mentre i siti storici e le opere d’arte offrono altri temi da includere nell’organizzazione del viaggio.
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